sabato, agosto 12, 2017

Il rifugio discoteca e la montagna profanata

Video e musica disco, la riminizzazione dei rifugi alpini

Questo articolo mi lascia interdetto. Denuncia la assoluta cecità rispetto al mondo contemporaneo e anche la incapacità di analizzare le cose.

Primo, non è la montagna ad essere "profanata", è qualsiasi cosa. Uno dei principi cardine della contemporaneità è la distruzione di tutti i punti di riferimento, l'abbattimento di tutte le "frontiere", reali e ideali, il superamento di tutti i limiti, l'abolizione della dualità "male/bene". I ragazzi escono dall'infanzia per entrare direttamente nella vecchiaia di un vizioso alla Bukowsky che le ha viste e fatte di tutti i colori. Non esistono luoghi reali e ideali, dell'età adulta.

Perché mai intorno alle montagne dovrebbe esistere una "bolla" che le preservi come in quelle palle di vetro di una volta con dentro la "neve", quando l'Italia non è più Nazione, gli Italiani non sono Popolo, gli uomini sono indistinguibili dalle donne e viceversa, la gente non è più capace di fare un piatto di pasta e va al ristorante "etnico", i bambini si fabbricano e si commerciano come aspirapolvere, gli aspirapolvere sono "intelligenti" come bambini, i laureati sono analfabeti, la droga la mettono assieme ai Tic-Tac vicino alle casse dei supermercati, la gente non parla ma si manda "messaggini" con il furbofono, eccetera eccetera?

Secondo, il fatto che nel "rifugio" trovi le stesse cose che sulla spiaggia a Rimini significa che ci trovi le stesse persone. Ci trovi le stesse persone perché il "rifugio" è accessibile tanto quanto la spiaggia di Rimini. Questo significa che ci arrivi in auto o, nel caso specifico, con una funivia. La montagna non è "profanata" dal "rifugio riminese", è profanata dalle strade e dalle funivie che servono a portare le stesse persone che vanno in spiaggia sul luogo del "divertimento". Questo succede sia come conseguenza del "progresso equalizzante" di cui sopra, sia del fatto che quella del "divertimento" è una industria che muove molti soldi e che per sua natura punta al "minimo comune denominatore", cioè la massa più insulsa. Cosa, che, guarda caso, è perfettamente in linea sia col Piano delle famose "elite apolidi" che con il "politically correct".

Il "rifugio" è un luogo come un altro, ci può essere il video e la musica disco come il kabab o le palme coi datteri, l'impepata di cozze come la pecora arrosto. Ci deve essere il Crocefisso come i ghirigori del Corano, il manager "gaio" palestrato, la migliore gioventù del centro sociale, l'hipster con barba e bretelle e il "nuovo italiano" coi bonghi. Oppure vogliamo essere, come dice tra le smorfie di dolore il grande Saviano, "canaglia razzista" e abbiamo della montagna idee asgardiane e olimpiche, del rifugio l'idea del "nido d'aquila", pretendiamo il gestore rubizzo con i pantaloni di velluto e la camicia di flanella a quadri che spacca la legna mentre la moglie con la gonna e il grembiule (orrore misogino!!) ci da col mestolo dentro la polenta, attorniati da escursionisti biondi in pantaloni corti?

Mi viene da ridere perché l'ultima gita dicevo a Giuseppe, il quale non ha nessuna venerazione per la montagna e che, anzi, amerebbe la versione riminese, che i rifugi sono le ultime ridotte del Mondo Vecchio, tutto il resto ormai è perduto. Ma anche le fortezze si conquistano con le macchine d'assedio, sopratutto se non ci rimane nessuno a presidiare le mura.

C'è un certo blog con un post vagamente collegato, scrivo qui il commento generale, quello specifico non solo non lo posso scrivere perché sarebbe vano spendere altro tempo ad ammaestrare tacchini ma perché chi di dovere non lo vorrebbe leggere.

Ecco chi trovate nei rifugi e in giro per Milano

30 commenti:

  1. Dopo l'apice c'è il declino. E' così da che mondo è mondo. La differenza sta solo nella modalità di come avviene. C'è chi è capace di gestirlo e di ridurre al minimo le conseguenze e chi lo subisce vigliacamente, quando addirittura non lo agevola... La tecnologia, il cosiddetto "progresso" ha accelerato i cicli con la nera prospettiva che ogni futuro apice sia peggio del precedente per il degrado morale delle generazioni che si fa molto più in fretta a distruggerlo che a costruirlo. Se ci mettiamo pure quello ambientale, allora abbiamo perso ogni speranza.
    Michele Brunati

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Farò un discorso da intellettuale: te lo sai che a certi piace prenderlo in culo. Ecco, da passatempo di pochi diventa abitudine di molti e infine "normale" per tutti. Ma niente succede per caso o spontaneamente.

      Elimina
    2. Ah e poi niente garantisce che il "declino" cominci al momento dovuto e non prima. Sempre perché niente succede per caso.

      Elimina
    3. Pancia piena e lassismo. Ora abbiamo pure l'imbecillimento mediatico che accelera la distruzione. Niente succede per caso, è vero, ma non sempre esiste nell'ombra una regia ben precisa ed architettata. Ci sono gli approfittatori che colgono l'occasione, gli eventi, e si limitano a dare solo una picola spinta nella direzione che pensano sia a loro favore. Quando l'equilibrio diventa precario la forza necessaria per dare inizio alla caduta è relativamente piccola e così è anche più facile imprimere una nuova rotta. Eraclito diceva pànta rheî ed aveva ragione. Non esiste la pura staticità da nessuna parte nell'universo. Quando capita in una società, ciò segna l'inizio del declino che di per sè può evolversi in mille modi poichè non c'è più alcun obiettivo comune da raggiungere e non esiste più la stessa visione del mondo. Mi spiace che, avendo io vissuto con entusiasmo la parte ascendente della parabola, ora mi toca subire con ancor più delusione quella discendente.
      Michele Brunati

      Elimina
    4. Io su questo seguo l'idea di Barnard ma con una logica opposta. Lui vede la cospirazione del "capitale" e della "finanza" americani/massonici/mondialisti che puntava ad invertire il "trend" delle "conquiste sociali" della "sinistra" il cui apogeo Barnard colloca alla fine degli anni Sessanta.

      Invece per me la situazione attuale è esattamente il logico proseguimento della "rivoluzione" che alla fine degli anni Sessanta non raggiungeva l'apogeo ma la conclusione della sua prima fase e la "sinistra" è sempre stata manovrata e asservita alle "elite" massoniche e mondialiste.

      Del resto lo stesso Barnard poi compie un necessario salto mortale carpiato quando deve giustificare il fatto che i vertici del PCI incontrassero gli emissari americani di quelle "elite" che rovesciavano le "conquiste" della "sinistra" col solito vecchio trucco dello "ideale tradito", lo stesso artificio retorico con cui certi Comunisti contemporanei riscrivono le rivolte dei Paesi dell'Est come il tentativo di "autentici Comunisti" fedeli all'ideale di rimettere la Rivoluzione sui giusti binari dopo il "tradimento" della URSS di Stalin e i suoi successori.

      Insomma, non vedo pancia piena e lassismo, cioè la decadenza letteraria dell'impero quando il procedere dello scardinamento delle società per compiere il Secondo Esperimento (dopo gli USA, il Primo), come descritto da Scalfari con profetica lucidità. Ovvero il mondo unificato in un meticciato uniforme, dove esiste lo "uomo medio mondiale" e la "cultura media mondiale", ovvero il "minimo comune denominatore" su scala planetaria.

      Date le quantità in gioco, non ha nessun senso il tuo discorso sullo "equilibrio precario", qui si tratta invece di un gigantesco progetto di ingegneria sociale che in questi anni sta attraversando una delle sue fasi di accelerazione. Queste fasi servono per rendere impossibile anche solo l'idea di opporsi o, men che meno, di invertire i "processi". Servono a creare il "fatto compiuto" che ridefinisce la "realtà" in termini pratici dopo che è stata ridefinita in termini ideali con la propaganda e il lavaggio del cervello.

      Certo che ci sono gli opportunisti. Cosa avrebbe fatto nella vita la signora Boldrini se non fosse l'Agente Smith di Matrix? Di cosa vivrebbe il signor Saviano se non lo interpellassero come l'Oracolo? E via via, pensiamo che ne so, al signor Prodi, al signor Monti, i "professori".

      Non c'è stata nessuna parabola ascendente. Ci sono solo state fasi in cui il Piano procedeva con una velocità minore, con sintomi meno evidenti.

      Elimina
    5. Ah dettaglio omesso perché a scoperchiare questo Vaso di Pandora si rischia la galera, non a caso. Lo stato attuale delle cose è abbastanza in linea con certi eventi della fine dell'Ottocento e primo Novecento. Cioè se unisci i puntini vedi che c'è una continuità nella concatenazione di cause ed effetti. Sempre sia sul piano concreto che sul piano ideale.

      Chi legge la Storia senza le fette di prosciutto applicate dai funzionari del Piano nota la continuità tra oggi, ieri e l'altro ieri. Gli altri invece rimettono in scena il presepio come gli hanno detto di fare.

      Elimina
    6. Mi piace molto la sintesi di Michele Brunati.
      Esistono interessi e comportamenti diffusi, una scala, che aggravano molto problemi già di difficile soluzione.
      In ecologia si parla di "economia dell'estinzione": una risorsa diventa rara perché sovrasfruttata, questo aumenta il prezzo della risorsa e quindi il numero di persone che la "predano" e ciò comporta l'avvitamente in peggio del problema, fino alla sparizione/esaurimento di quella risorsa.
      Si pensi, ad esempio, a quanti milioni di persone campano o speculano lavorando in modi vari all'invasione. La risorsa in sparizione è l'identità, la cultura e l'essenza stessa, la sopravvivenza comunitaria.
      Come la montagna integra, la costa selvaggia e malarica romagnole, di bellezza estrema, ad alto potenziale di sfruttamento economico che vengono artificializzate, riminizzate e quindi distrutte.

      In italiano i termini snaturare o denaturato indicano processi di degrado o sostanze tossiche.

      Elimina
    7. L'ecologia è un'altra di quelle "pseudo-scienze" che sono perfettamente allineate con il Piano e, paradossalmente, fingono di ostacolarlo.

      Si gioca su due fattori chiave, disinformazione e conformismo acritico.

      Detto questo, gli "interessi" sono la scappatoia che tutti imboccano per non dovere affrontare l'enormità inconcepibile dell'evidenza che è tutto pianificato al dettaglio. Per potere convivere col vicino di casa, col conoscente, col parente senza doverli classificare cone "il nemico", poverini, hanno solo l'"interesse". Un po' come facciamo coi pensionati, gli insegnanti, i forestali, eccetera. Non sono cattivi, lo fanno per "interesse", un po' un riflesso condizionato. Invece no.

      Elimina
  2. Ho uno zio qui che è ... non so come definirlo.
    Conservatore? nazionalpopolare? retroguardista alpino? liberale? nostalgico fascista?
    Non una di queste etichette è corretta.
    Egli è favorevole alla tecnostradizzazione della montagna, all'abbattimento di orsi e ogni tipo di fauna selvatica che non sia utile alla crescita, a tunnel, impianti di risalita, allo spianamento di intere gobbe e colline per frutteti industriali, alla crescita, a rifugi riminizzati, a ciò che porta economia, crescita, affari, riduzione delle superfici boschive, ... .
    Ed è visceralmente anticomunista, antimarxista, sebbene sfegatato tecnoprogressista. Per questo non posso scrivere conservatore o, tanto meno, restauratore.
    E' un problema più grave e profondo, ritengo: esistono dei limiti? che rapporto tra uomo e natura?
    Claudio Risè ha affrontato più volte quest'ultima questione, specie nel suo noto lavoro "L'uomo selvatico" e i San Cristoforo che portano il Bambino sulla spalla, con una pelle selvatica sulla cintola, facendoGli superare torrenti e selve, sono rimasti solo sugli affreschi di case e piccole chiesine gotiche. Ora ci sono i quad, le cuffiette con il trap meticcio e il metafisico è stato abolito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai UCoso, anche te. Non esiste il "limite" meccanico, esiste o dovrebbe esistere la ragione, l'uomo che è tale perché sceglie, decide, invece di reagire come un automa.

      Oggi noi siamo in una condizione di surplus di qualsiasi cosa, quindi non abbiamo motivo razionale di aggredire ulteriormente l'ambiente, l'ecosistema. Al contrario, abbiamo ragione di ridurre il "consumo" e ripristinare ove possibile le condizioni "naturali". Per il nostro benessere, cosi come mangiamo cibo fresco e variato invece di polenta e aringhe, perché ce lo possiamo permettere.

      Io potrei definire tuo zio ma non userei nessuno dei termini che hai elencato. Per non essere inutilmente offensivo, descrivo semplicemente i fatti, tuo zio è INADEGUATO, come la maggior parte della gente che conosci, anche quelli che si vantano di essere delle saette (e già vantarsi è un chiaro segno di inadeguatezza).

      Le persone sono inadeguate perché sono costruite cosi APPOSTA. Come scrivevo in altro post, il "cittadino" contemporaneo deve essere un servo e l'unica quantità che puoi ridurre senza intaccare gli interessi delle elite, anzi, incrementandoli, è l'autonomia, lo "spessore" delle persone.

      Il "cittadino" può volare nello spazio o immergersi nelle profondità oceaniche, può fare qualsiasi cosa in quantità esagerate ma NON DEVE essere capace di pensare, NON DEVE essere indipendente, autonomo. NON DEVE potere decidere. Infatti, come vedi, stanno progressivamente abolendo tutte le ragioni e le modalità di autonomia e indipendenta per costruire il "popolo medio" della "società media", globale.

      Le comunità montane palesano ancora una stridente inadeguatezza perché sono come i nativi di terre colonizzate di recente che vivono con un piede di qui e un piede di la, senza essere capaci di gestire la "modernità" ma avendo perso la capacità di vivere la tradizione.

      Putroppo non vedo soluzioni. Guardo il mio piccolo e insignificante caso personale. Vado in montagna, quella più vicina che ho, parcheggiando l'auto più lontano che posso e poi cammino, col mio zainetto, cercando di lasciare meno impronte che posso e pagando per il privilegio delle visita. Se voglio essere accompagnato devo COSTRINGERE la gente a fare come me, perché sono tutti condizionati alla "modalità riminese", per loro è "normale" come il sole che sorge. Del resto non serve nemmeno andare in montagna, basta andare al parco per osservare il comportamento massimamente conformista e insieme, irrazionale.

      Elimina
    2. Forse non sono stato chiaro. Tutto dipende dalla "educazione" che viene data ai figli. Perché poi diventa difficile se non impossibile cambiare gli "pseudo-adulti". Guardati attorno.

      Elimina
  3. "Uno dei principi cardine della contemporaneità è la distruzione di tutti i punti di riferimento, l'abbattimento di tutte le "frontiere", reali e ideali, il superamento di tutti i limiti, l'abolizione della dualità "male/bene"."

    Persino il papa si è adeguato. Ma sarà vero che anche in Vaticano ci sono i massoni, cardinali massoni? Una volta i massoni venivano scomunicati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Vaticano c'è qualsiasi cosa.

      E' il centro di potere di una organizzazione "universale" (cattolica significa appunto "universale") che propala una ideologia "universale". Necessariamente la "teoria" è separata dalla "prassi", tanto che la Chiesa mantiene contemporaneamente e senza dilemmi le immense cattedrali dorate e i francescani straccioni che vivono di elemosine.

      Esiste da molti secoli, per cui ha concentrato sia il bene che il male che ha potuto concentrare. In linea generale, anche nella Chiesa vale il principio per cui non fai carriera, non ti arricchisci, non assumi potere, essendo "bravo ragazzo". Il Papa viene eletto dal Conclave. I giochi, le correnti, gli accordi, gli scopi, eccetera, che ci sono sotto la "politica" interna della Chiesa noi non li conosceremo mai.

      La "massoneria" è un termine un po' impreciso e inadeguato ai giorni nostri che si usa in mancanza di meglio per indicare le famose elite apolidi che determinano i destini del mondo.

      A me non importa che grado di compenetrazione esiste tra la Chiesa e queste "elite apolidi", mi basta osservare che lavorano di concerto, che hanno le stesse finalità e la stessa idea del mondo.

      Elimina
  4. Inni nazionali

    C'è chi vorrebbe sostituire il ridicolo Fratelli d'Italia con il coro del Nabucco. Ma non sarebbe ridicolo anche questo inno? Il coro canta infatti: "O mia patria, sì bella e perduta ..." Patria? Che concetto preistorico, la nostra patria è ormai - deve essere - il mondo intero. Almeno così ci dicono. Sarà. Le piccole patrie appartengono al passato. Dicono (il papa, Scalfari, Napolitano, Boldrini, d'Alema, Renzi, Juncker, Mutti (Merkel). La Merkel non si rivolge più al popolo tedesco, ma ai cittadini dell'Unione Europea. Il popolo tedesco non esiste più, nemmeno quello italiano, francese ecc. In fondo siamo tutti dei primati, un po' diversi, ma nemmeno troppo, dagli oranghi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il "nabucco" si può leggere in due modi. Il canto degli Ebrei che lamentano la lontananza da Israele all'interno di un'opera che racconta del regno Nabucodonosor in Babilonia oppure nella tradizione "risorgimentale" che ci vedeva una metafora degli Italiani (qui intendiamo la borghesia) che bramavano una propria Nazione indipendente.

      Prego notare che l'Italia NON E' una "piccola patria" in quanto Stato nazionale che si è formato secondo la prassi inglobando con le conquiste militari le "piccole patrie" in cui era suddivisa l'Italia pre-unitaria. Se volessimo semplificare, io direi che le "patrie" propriamente dette sono quelle dei confini linguistici.

      Il guaio è che gli Stati nazionali come prima cosa hanno soppresso le lingue locali e imposto una "lingua ufficiale" proprio per "unificare" la popolazione sopprimendo le identità delle "piccole patrie".

      Il discorso di Scalfari non contempla le "piccole patrie", lui le ha archiviate da lunga pezza. Invece contempla gli Stati nazionali, che vanno distrutti a partire dalle premesse "politiche" (Costituzione, poteri legislativo, esecutivo, giudiziario, diplomazia, forze armate) e dalle premesse "etniche" (applicando gli stessi meccanismi che hanno soppresso le "piccole patrie" su scala planetaria).

      Perché Scalfari vuole questo? Perché appartiene ad un certo livello della casta "elitaria" che vede nell'umanità "comune" una risorsa materiale da sfruttare, come che ne so, la bauxite. Lui incarta la verità con i famosi "valori della sinistra" che però sono evidenti menzogne.

      Elimina
    2. Anche qui, forse non sono stato chiaro. I "filantropi", quelli che hanno la cura per i mali del mondo, i "valori" umanistici, di solito odiano e temono l'umanità. Molti partono dall'odio che hanno per se stessi, che, non riuscendo ad eliminarsi da se, sfogano proiettandolo sugli altri.

      E' uno dei tanti paradossi a cui la gente è indifferente ma ai quali siamo impigliati come pesci nella rete.

      Elimina
  5. Basta trovare la definizione giusta e la distruzione si fa costruzione, col plauso convinto degli interessati e quello incosciente dei superficiali. Che so... vi piace valorizzazione del territorio? Magari ci aggiungiamo promozione turistica e andiamo a nozze.

    Testimonianza: un locale parco regionale nei pressi del tumore genovese ha cominciato ad andare a rotoli proprio da quando l'ente gestore ha cominciato le opere di valorizzazione e quelle di promozione. In precedenza (una trentina d'anni fa, mica nel XIII secolo) era un fantastico luogo abbandonato dove la salute ambientale era parecchio più palpabile di oggi e dove potevi trovare attimi di vero allontanamento da quel che c'era intorno. Poi hanno cominciato a promuoverlo e a sviluppare strutture ricettive e occasioni di fruizione.

    Tra l'altro, e ci tengo a sottolinearlo, le ingenti spese necessarie sono state rese possibili anche dai prelievi fiscali nelle nostre tasche, ovvero (giusto per fare un esempio) ogni volta che compro un panino o una biro contribuisco involontariamente a distruggere qualche cosa qui o là. Anche per questo cerco di spendere il meno possibile: come nei film americani, ma un po' adattato, "hai" (per ora) "il diritto di non spendere, ma tutto quello che spenderai potrà essere usato contro di te".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per quello che ho scritto sopra, io qui non vedo la dicotomia "presenza umana male" contro "posto abbandonato/inaccessibile/deserto bene". Per il semplice fatto che in Italia ogni signolo centimetro del "territorio" è artificiale, quindi l'abbandono non costituisce la "natura", costituisce appunto un luogo non mantenuto, come un edificio abbandonato.

      Invece, ripropongo l'idea che la differenza la fa il "tipo" di umanità che vive o visita il luogo in questione. Il succo del discorso del mio post è che se nel rifugio ci va la stessa gente che va a Rimini, è meccanicamente inevitabile che il Rifugio e Rimini diventino quanto più convergenti possibile.

      Certo, la prima cosa da fare sarebbe non costruire strade e funivie che facilitino la migrazione delle masse sulle spiagge cosi come sulle montagne.

      Ma perché questo funzioni, dato che queste masse hanno una loro inerzia che crea le strade davanti alla massa quando la massa si sposta, bisognerebbe che la massa fosse EDUCATA.

      Dove "educazione" non intende l'idea "di sinistra" e, ironicamente, delle elite apolidi mondialiste, cioè del grande capitale, l'idea del condizionamento, del lavaggio del cervello.

      L'esatto opposto, ovvero formare la gente in modo che abbia lo "spessore" sufficiente a potere esprimere un pensiero e quindi un comportamento autonomo invece di comportamenti condizionati tutti uguali nei tempi e nei modi. Ovvero togliere coesione alla "massa" facendo in modo che sia costituita da singolarità invece che dalla uniformità.

      Ci potrà sempre essere la "montagna riminese" per chi la vuole, del resto Dannunzio portò una nave su una collina per fare scena, però non tutte le montagne saranno uguali, cosi come tutte le spiagge.

      Elimina
    2. Tu stesso hai osservato più e più volte che educare è impossibile. Altro dato di fatto è che anche un edificio abbandonato, dati tempi sufficienti, si "rinaturalizza".

      Ora, la zona della quale ti parlavo era stata abbandonata non integralmente ma in buona misura da 40/50 anni buoni e la sua rinaturalizzazione era visibilmente in corso, a buon punto direi, anche se non sto a descriverti il come.

      Gli interventi dell'ente parco hanno interrotto il processo, creando i presupposti affinché le torme genovesi a) venissero a conoscenza del luogo (che è sempre stato raggiungibile e di libero accesso ma non interessava non essendo pubblicizzato) e b) desiderassero frequentarlo a loro modo.

      Ovviamente, il "movimento" non è stato creato per il gusto di farlo, e il mondo della prenditoria, colto il successo dell'operazione pubblicitaria, ha come suo solito avviato i processi distruttivi per creare strutture ricettive per una migliore fruizione dell'area.

      Se l'area, in precedenza di libero accesso ma sconosciuta e di scarso interesse per i più, fosse rimasta nella sua "nebbia", le salamandre continuerebbero a nuotare in quei ruscelli ove ora nuotano certe schiumine che hanno ucciso le salamandre e decimato gli altri indicatori biologici di salubrità ambientale (sicuramente sai di quali altri anfibi e insetti parlo). Sono state riaperti cascinali semicrollati (a spese mie) affidandoli in gestione ai soliti "amici degli amici" (per il loro lucro). Per riaprire quei cascinali sono ovviamente state aperte delle carrarecce a suon di scavatori, laddove i precedenti insediamenti poggiavano sui servizi di tortuose mulattiere che seguivano i contorni dei rilievi. Ciascuno di quei cascinali ha il suo bello scarico nel ruscello prospiciente, ovviamente "a norma di legge" (sulla carta... e nei fatti? e comunque, quali leggi?). Ora, siccome per via della valorizzazione il traffico nei giorni festivi è da delirio, già si parla di "rendere più agevoli le vie d'accesso" e, vista la natura del territorio, ti lascio immaginare cosa può significare.

      No, davvero: l'oblio è sempre assai più opportuno della cosiddetta tutela, specie quando tutela significa accesso vietato. L'abbandono stesso, forniti tempi sufficienti per la cicatrizzazione, è un toccasana. Il resto sono solo soldi che girano e propaganda per farli sembrare miele.

      Elimina
    3. Non ho mai detto che "educare" è impossibile. Primo, ovviamente è una cosa che va fatta coi bimbi e non con gli "pseudo-adulti". Secondo, ovviamente non lo puoi fare contro l'intero apparato che è in essere in questo momento e "contro-educa".

      Poco tempo fa ho scritto un post che riproponeva l'Italia del "terrorismo" che abbiamo rimosso ma che è esistita fino a ieri. Basta riguardare quegli anni per vedere gli effetti concreti della "educazione" o "contro-educazione".

      La "ri-naturalizzazione" su scala geologica non mi interessa perché non sarò li a vederla. A me interessa il mondo di oggi e di domani, già dopodomani è meno reale. Se prendo la moto e vado in Valtellina o in Valsassina, le cose sono li da vedere e dipendono tutte dalla dis-educazione che porta sia al fatto che chi prende le decisioni è inadeguato che al fatto che la massa segue degli stereotipi che sono "fuori fase" rispetto alle condizioni al contorno.

      Solo una cosa mi vede d'accordo: è incredibilmente più facile negare l'accesso ad un luogo piuttosto che regolarne l'uso. Incredibilmente inefficace come soluzione ma facile.

      Elimina
    4. Io speravo di non doverla specificare l'obiezione: mettiamo che tu trovi il modo di negare l'accesso ad un numero X di "oasi naturali" che da un certo punto in poi sono lasciate alla "ri-naturalizzazione". Non entriamo nei dettagli tecnici delle conseguenze avverse.

      Il tuo mondo di domani vede l'inferno, la fogna della "cultura media" di Scalfari OVUNQUE tranne che nelle "oasi naturali".

      Quindi, nella migliore delle ipotesi, ovvero la condizione improbabile che esista a persista una forza che continui a negare l'accesso, avresti un mondo invivibile dove sei costretto a vivere e delle oasi inaccessibili che a fini pratici non esistono e alle quali tu non puoi accedere. Nella ipotesi più probabile, la "cultura media" fa in modo che un bel giorno su ogni "oasi" si stenda un metro di cemento per fare un bel parcheggio, proprio perché mentre ti preoccupavi di negare l'accesso, proseguiva la cancrena delle menti e la mente è il luogo delle decisioni, compresa quella di cosa fare della "natura".

      Elimina
    5. Si vede che sono scemo ma mi sembra uno scenario tipo tagliarsi i coglioni per dispetto alla moglie.

      Elimina
    6. L'accesso all'area della quale parlo era libero, semplicemente ci andavano in pochi perché pochi la conoscevano e a quasi nessuno interessava andarci, vista la fatica richiesta. Le aree chiuse sono estranee alla mia mentalità, anche perché sarei sicuramente tra gli esclusi.

      Paradossalmente, oggi che l'area è diventata così "popolare", invece, tante superfici già prima private ma "dimenticate" dai proprietari sono state recintate, col bel risultato che io, rispettosissimo gironzolone col difetto di essere un "non pagante" cronico, ne sono escluso mentre gli utilizzatori modaioli che arrivano in auto grazie alla migliore agibilità possono finalmente farsi le loro sbafate nel ristorante "del territorio" mascherato da agriturismo per motivi fiscali, guardando il bel panorama dalla finestra (o, più probabilmente, limitandosi a fotografare il piatto per poterlo postare su facebook). Ma quelli pagano, e questo è quel che conta. Chissenefrega se il finto agriturismo scarica qualsiasi sconceria nel rivo sottostante? Dalla finestra del finto agriturismo e dalla strada quel rio non si vede. Passando in auto, inoltre, manco si sente la puzza degli scarichi.

      Elimina
    7. Torno a dire che bisogna essere pratici. Se c'è la peste ci sono i cadaveri, i monatti, le fosse comuni e diventa già un progresso incredibile se ci sono i lazzaretti. Per non avere tutto questo devi eliminare o ridurre il più possibile la peste.

      Quindi, se non vuoi avere le strade che formicolano di SUV con sopra mentecatti conformisti che si sforzano di soddisfare i "bisogni indotti" da cui credono dipenda la loro vita, che sia in cima all'Everest o nel fondo delle Marianne, devi eliminare o ridurre il più possibile la causa, il luogo/modo dove questi mentecatti vengono fabbricati in serie.

      L'ostacolo non è di ordine pratico, meccanico, è di ordine ideale e dipende dal ribaltamento del "bene/male" o dell'assunto per cui non esiste nemmeno un dilemma "bene/male" perché è semplicemente cosi che vanno le cose.

      Per conto mio, sono pessimista perché se mi guardo attorno ne vedo pochi o nessuno come me, ergo non vedo come sia possibile cambiare una cosa qualsiasi.

      Elimina
    8. Ancora, forse devo specificare.

      Io sono uno "sfigato". Sono "sfigato" nella stessa misura in cui non faccio le cose che fanno gli altri, nel modo in cui le fanno gli altri.

      Il fatto è che non sono "sfigato" perché sono povero o perché sono minorato, lo sono PER SCELTA. Pago anche il prezzo che bisogna pagare per essere "sfigato".

      Davanti a questo ci sono due interpretazioni. La prima, la più semplice, è quella di considerarmi "sfigato" come conseguenza della malattia mentale. La seconda invece, partendo dalla constatazione che lo faccio di proposito, porta al corollario che il "dato di fatto" non è per niente "dato", che anzi è opinabile, dio non voglia, sbagliato. Quindi invece del compatimento del primo caso, repressione attiva, perché la cosa peggiore che puoi fare al minchione conformista è mettergli in discussione il "dato di fatto" su cui fonda la sua intera esistenza fisica e metafisica.

      Capisci perché ritengo che il discorso dello "accesso ristretto" non solo sia inutile ma sia lontanissimo dal problema che vorrebbe affrontare.

      Se tu non ti conformi sei classificato come pazzo o come una aberrazione da eliminare fisicamente. Non si può cambiare niente del mondo contemporaneo per via della incredibile resistenza che viene opposta con questi due meccanismi, specialmente il secondo.

      Elimina
    9. Da cui, conosciamo esempi di gente che per vivere all'interno del "conforme", alla fine si adegua. Grandi discorsi sul piano immaginario ma azioni sul piano concreto necessariamente incongruenti. E "mimetiche".

      In modo da passare da "sfigato" a "originale", ovvero abbastanza conforme da essere accettabile.

      Elimina
    10. Ti suggerisco una parola che, secondo me, è più adatta di "sfigato" per descrivere quel che hai descritto: disadattato. Per quel che riguarda me calza discretamente bene, se presa alla lettera, nel senso di "individuo che non si adatta" e non in senso figurato/denigratorio come solitamente si fa.

      Elimina
    11. No, io uso la parola che usano gli altri, non la parola che userei io. Uso quella parola perché è uno stereotipo tra gli infiniti stereotipi.

      Torno a dire, tutti i discorsi "decrescitisti" o "ecologisti" o "isti" qualsiasi, ignorano questo fatto fondamentale e catastrofico: il vero problema è l'uniformità programmata delle persone.

      E' catastrofico sia perché sono tutti uguali e fanno tutti le stesse cose allo stesso modo senza nemmeno pensarci ed è catastrofico nel merito delle cose che fanno, che girano attorno al consumo compulsivo ed infantile.

      Non è questione di massimi sistemi e grandi idee, al contrario, sono le piccole cose che ci fregano.

      Elimina
  6. A Giuseppe il rifugio versione Rimini non interessa minimamente

    RispondiElimina