sabato, dicembre 30, 2017

Ancora coincidenze


Oibò che strano, chissa come mai
Sempre secondo il sito del ministero dell’interno, la quota maggiore è andata alla Lombardia (14%) seguita da Lazio e Campania (9% ciascuna) e via via tutte le altre fino allo 0,2% della Valle d’Aosta. Per quanto riguarda le nazionalità, l’Africa la fa da padrona (i nigeriani sono la prima nazionalità) mentre si è arrestato il flusso degli arrivi da Siria e Iraq.
...
Se si prendono in considerazione singoli reati ne esce che i non italiani sono il 40,8% dei denunciati per furto, il 37,5% di quelli segnalati per reati sessuali, il 51% per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione. (sulla media nazionale, NdR)
Dal Corriere.

Lombardia:
Superficie 23 863,65 km²
Abitanti 10 028 904 (31-8-2017)
Densità 420,26 ab./km²

Toscana (in omaggio al Caro Leader):
Superficie 22 987,04 km²
Abitanti 3 743 370 (30-9-2016)
Densità 162,85 ab./km²

Notare che la densità di abitanti per chilometro quadrato della Lombardia è TRE VOLTE quella della Toscana. Cosi, per dire. Quindi, dove si mettono i Nigeriani? Se ne mettono DUE VOLTE tanti in Lombardia, ovvio no? Bisogna proprio essere nazifascisti per non capire la saggezza delle "classi dirigenti".


Presidente della Repubblica
Per la cronaca, nativo di Palermo


Presidenti di Senato e Camera dei Deputati
Per la cronaca, nativi rispettivamente di Licata, Agrigento e Macerata


Presidente del Consiglio
Per la cronaca, nativo di Roma


Ministro dell'Interno
Per la cronaca, nativo di Reggio Calabria

venerdì, dicembre 29, 2017

Il ribaltamento della contemporaneità

In senso sparso, Democrazia:
La democrazia non incontrò eccessivi consensi presso gli intellettuali del tempo. Nella tipologia delle forme di governo descritte da Platone nel Politico essa è definita come «governo del numero» o «della moltitudine», ed è considerata la meno buona delle forme buone, fra cui eccelle invece l’aristocrazia, e la meno cattiva delle forme cattive, di cui quella più degenerata è la tirannide. Questa stessa opinione è condivisa da Aristotele che classifica la democrazia come una forma degenerata di politìa, la costituzione per antonomasia, nella quale il «governo della maggioranza» agisce nell’interesse di tutti. La democrazia è invece il «governo dei poveri contro i ricchi», e quindi il governo di una parte che agisce nel suo esclusivo interesse (Politica, 1279a). (Notare che in Atene tre quarti della popolazione erano esclusi dalla vita politica, perché donne, stranieri, eccetera. Per Aristotele la democrazia "migliore" è quella possibile tra un popolo di contadini/proprietari terrieri che sono forzatamente omologhi, la "peggiore" quella di un popolo di mercanti, che tendono ad essere non-omologhi. NdR)
...
La res publica romana esprime l’idea di una «cosa di tutti», che è altra cosa di quel «potere del popolo» di cui parlava la lingua greca. Il concetto di sovranità popolare diventa dunque il fulcro attorno al quale ruotano le riflessioni politiche del periodo romano-medievale, e apre la strada alla distinzione, rivelatasi fondamentale per le concezioni moderne della democrazia, fra titolarità ed esercizio del potere. Se da un lato, infatti, vale il principio enunciato da Ulpiano (Digesto, I, 4,1) che quod principi placuit legis habet vigorem (ciò che è gradito al principe, ha valore di legge. NdR), dall’altro si riconosce che la fonte di legittimazione di quell’autorità è comunque il popolo, che detiene il potere a titolo originario e conserva peraltro il diritto di creare la legge attraverso la consuetudine (Giuliano, Digesto, I, 3, 32).


Al primo posto della classifica annuale "Power 50" che
include le persone LGBT più influenti nel mondo

Apple si scusa per il rallentamento.
Le scuse seguono le otto azioni legali avviate contro Apple per il rallentamento degli iPhone e l’ondata di critiche piovuta sulla società, accusata dai suoi clienti di averli traditi.
...
NDR: i suoi clienti sono di questo tipo e qualità:
...
un decennio fa, Apple disse che gli utenti non avrebbero dovuto mai cambiare la loro batteria.

Sky-TG24: Apple sbarca in centro a Torino: in centinaia in coda.

Per la cronaca, un iPhone X costa tra 1200 e 1350 euro.
Inclusa la "batteria infinita", pare. Basta spegnere il coso. Ahah.
Io però sono tranquillo. Tutta questa gente che fa la coda davanti allo Apple Store sicuramente voterà la "sinistra" di Gentiloni, anche se non sappiamo niente della legge elettorale ma non importa perché siamo orgogliosi di essere riusciti a trasformare la immigrazione disordinata in immigrazione ordinata, come da post precedente. Poi mi dicono che finalmente la Scuola Superiore, in particolare i Licei, saranno per tutti di quattro anni invece di cinque. Deve dipendere dalla alternanza scuola-lavoro, altra grande conquista, se i nostri studenti sono cosi tanto più preparati degli avi che possono diplomarsi un anno prima. Un po' come le fantastiche "lauree triennali". Evviva evviva. Aspettate un attimo... caspita, mi sono ricordato che quattro anni di highschool e due più due di college, a forza di quiz a risposta multipla, sono il curriculum che ti porta fuori dal ghetto negli USA. Guarda come è strano il mondo, pura coincidenza, ovviamente. Solo un nazifascista sminuirebbe le geniali competenze e visione dei nostri Ministri. Chill out, man.

ATTENZIONE!!!
Recentemente sono entrate a fare parte del panorama della mia simpatica periferia mucchi di biciclette "pubbliche" vandalizzate. Ci chiedevamo tutti che senso avesse per le aziende mantenere un servizio del genere. Ecco la spiegazione:
... progetto finanziato con due milioni e mezzo di euro dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon 2020.
Ma qui siamo molto più furbi, perché: bici elettriche, circa 1.500 euro cadauna. Ebbè, grande idea, a me hanno forzato il box per rubare una bicicletta usata che costava nuova si e no duecento euro, mettiamo in giro rastrelliere di biciclette da 1500 euro protette da un antifurto GPS. Sicuramente i nazifascisti che passano il tempo compiendo ogni sorta di furto saranno dissuasi. Poi certamente queste biciclette si presteranno ottimamente ad un uso disattento con poca o nulla manutenzione, esposte al sole, alla pioggia, caldo e freddo. Si si, milioni di finanziamenti europei ottimamente investiti.


Milano Today - bike sharing
CNN Money China's bike sharing

Tornando a Gentiloni e alla fine della Legislatura dal post precedente, aggiungerei una considerazione ovviamente catastrofica:
"Pur avendo la volontà di approvare lo ius soli, non siamo riusciti a mettere insieme i numeri per approvare questa legge. Naturalmente non esserci riusciti è un difetto del governo, ma non ci siamo riusciti."
Il Governo non ha lo scopo di approvare leggi, il Governo amministra (applicando le leggi), è il Potere Esecutivo, non il Potere Legislativo.

Le leggi spettano alle Camere del Parlamento. Un Parlamento che ormai è completamente inutile e sputtanato, stretto da altri "Poteri" da cui è schiacciato e verso i quali è subordinato. Un Parlamento che semplicemente ratifica decisioni prese altrove, sotto ricatto. Da cui la "necessità" della famosa riforma costituzionale di Renzi, quella sulla quale aveva scommesso la sua "esperienza politica", scommessa poi ovviamente rimangiata.

Il Parlamento è subordinato perché gli eletti non sono sottoposti al vincolo di mandato verso gli elettori ma sono sottoposti a vari vincoli di "lobby" (o "gruppo di interesse") e di "partito", specie quando la fine prematura di una legislatura implica non essere rieletti e quindi perdere lo stipendio e i "benefit" dei Parlamentari nell'immediato e non potere maturare il successivo vitalizio.

E' subordinato perché una qualsiasi azione della Magistratura, indipendentemente dall'esito finale, significa la fine della "carriera politica" e possibilmente anche la devastazione della vita privata. Da Mani Pulite ad oggi, la Magistratura ha di fatto messo sotto tutela la "politica" italiana. Non solo a livello dei singoli ma anche a livello delle "formazioni politiche". La Magistratura che inquisisce e giudica (stante il fatto che non esiste la famosa "separazione delle carriere") nelle stesse persone che poi ne escono per candidarsi come "leader".

Il senatore D'Anna ci spiega come lavora il Parlamento, più altre frattaglie.

Ormai gli equilibri tra i Poteri dello Stato e il senso dei limiti impliciti nelle "cariche istituzionali" sono saltati per aria. Mi sembra una situazione tipo rivoluzione messicana dove ogni "capataz" sparacchia in aria coi suoi "bandidos" cercando di farsi quanto più spazio possibile. Senza contare il fatto che sullo sfondo c'è il ribaltamento da cui titolo del post per cui quello che dovrebbe essere riconosciuto come il "male" per la Nazione, viene proposto come il "bene".

giovedì, dicembre 28, 2017

Difficile il mestiere della satira

Difficile quando la realtà supera la fantasia.
Ecco cosa dichiara il Presidente del Consiglio in occasione della fine della Legislatura:
"Da Letta a Renzi a me, abbiamo dimostrato che c'è una sinistra di governo a disposizione del Paese". Si sofferma su quelli che considera successi: le norme industria 4.0, la legge sul caporalato, gli sgravi per le assunzioni dei giovani al sud, le politiche sull'immigrazione.

"Il processo da quella disordinata e gestita dai trafficanti a quella ordinata e controllata è un passaggio epocale"
- ha detto il premier -
"siamo un Paese orgoglioso della sua capacità di accoglienza e siamo orgogliosi di aver dimostrato che è possibile infliggere colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani"
Una cosa dimentica il Presidente. Nessuno ha mai chiesto al Paese cosa pensa delle cose che ha elencato, sopratutto dell'ultima. Se davvero siamo "orgoglioni" delle capacità e delle dimostrazioni. Non si può in ogni caso domandare al Paese perché sarebbe "populismo" e "sovranismo", no? Sono i "compagni dirigenti" in testa al "partito" che decidono per tutti. Se non i "compagni dirigenti", ci pensa il Papa, i Vescovi. Chiunque, tranne l'omino della strada come me.

Vado un poco offtopic per ricordare questo post.
Vi si racconta di un articolo scritto dal signor Federico Fubini sul Corriere, articolo nel quale Fubini semplicemente accusa un Ministro e un massimo dirigente dei sindacati di mentire a proposito del bilancio dell'INPS. Ma sono solo due esempi tra i molti, dato che la questione dell'INPS è costantemente all'attenzione dei Governi e delle Camere del Parlamento. Ora, vi domando ancora, come mai se il signor Fubini accusa ministri, sindacati, governi, parlamenti di mentire, nessuno glielo rimprovera? Se è falso, è insieme "fake news" e calunnia spudorata. Se è vero, a parte l'ovvia considerazione che stranamente se ne accorge solo il signor Fubini, le "fake news" governative dovrebbero essere sparate in prima pagina dal Corriere a tutte colonne, invece di finire nell'angolino e passare in cavalleria.

Ecco, tornando al discorso di Gentiloni, idem, nessuno che gli sottopone una critica all'elenco dei "successi", nessuno che gli dica qualcosa sul "passaggio epocale" in nome del Paese. Tocca a me col mio bloggettino. I successi dei governi della "sinistra" sono la "industria 4.0", il "caporalato", i "giovani al sud" e soprattutto, cosa di cui siamo tutti orgoglioni, la "immigrazione ordinata e controllata".

lunedì, dicembre 25, 2017

L'agenda politica del Papa

Che è uguale a quella di Soros. La "immaginazione sociale".
Nei passi di Maria e Giuseppe quelli dei migranti.
La fede nel Natale, dice, «ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto».

...

dal Vangelo di LUCA

In quel tempo l'imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell'impero romano.
Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d'origine.
Anche Giuseppe andò: partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide,
egli con Maria, sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là.
Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire;
ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto.
Prego notare che Giuseppe non stava "migrando" ne "fuggendo". Giuseppe AL CONTRARIO un posto ce l'aveva, stava tornando a Betlemme in Giudea, lasciando la Galilea dove risiedeva, per farsi registrare come "cittadino", proprio in quanto DISCENDENTE di Davide, quindi nella SUA TERRA. Il parto di Maria avvenne, come spesso capita, in un momento poco opportuno e quindi si adattarono ad una sistemazione di fortuna. Nonostante fosse deposto nella mangiatoia a Gesu non serviva lo "jus soli", era anche lui discendente di Davide. Il paragone tra la Sacra Famiglia e Bello Figo mi sembra un po' stiracchiato.


Notare che il Vangelo dice "salire", Nazareth si trova a Nord
Betlemme si trova a Sud, a sinistra del Mar Morto, sotto Gerusalemme.

Trova le differenze, lo so, è difficilissimo, usa la "immaginazione sociale":


Bartolomé Esteban Murillo - 1650 circa, barocco spagnolo


Il Corriere - oggi, barocco italiano


Corriere, ignoto


ABC News, Nigeria

Serve tanta tanta "immaginazione sociale".

Il Papa avrebbe potuto citare il Vangelo di Luca con un passaggio magari più appropriato:
«Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai». Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita (ndr, della tribu di Levi, addetti alla cura del Tabernacolo), giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano (ndr, nemici dei Giudei), che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso». »
Ma sarebbe evidente che la Chiesa del Papa oggi occupa il posto dei "dottori della legge", dei "sacerdoti" e dei "leviti" che Gesu criticava. Sarebbe anche evidente che Gesu non ha mai predicato ne l'abolizione del sistema di caste della società ebraica della sua epoca ne l'abolizione delle "nazioni", ovvero dei diritti (e doveri) di discendenza. Ancora oggi Israele per gli Ebrei è la Terra Promessa da Dio ai loro avi che gli spetta di diritto. Ebrei si nasce, non si diventa. E Gesu, non tutti se lo ricordano, era ebreo. Sovversivo ma ebreo.

sabato, dicembre 23, 2017

Fusione ANAS e Ferrovie

Vi segnalo questa notizia, che forse vi è sfuggita.
"Con i decreti Mit e Mef firmati ieri il Governo ha dato il via libera al grandissimo gruppo industriale e infrastrutturale di Fs e Anas". Lo annuncia in una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.
...
"Il Governo - spiega oggi ancora la nota del ministro dei Trasporti - ha pianificato decine di miliardi di investimenti su più anni per ferrovie e strade prioritarie, per rendere più competitivo il Paese.
Approfondimenti: ANAS - Ferrovie dello Stato.

La mia considerazione è che, come mi piacerebbe che ci venisse spiegato il bilancio dello Stato, sarebbe bello che ci illustrassero i "piani" riguardanti le infrastrutture. A dire la verità non capisco perché nessuno lo faccia e perché nessuno lo chieda.

venerdì, dicembre 22, 2017

La ragione per cui sono necessari gli aggiornamenti del software

Vi spiego perché bisogna aggiornare il software.
In un mondo ideale voi comprate un aggeggio fatto e finito, l'azienda che ve lo vende l'ha progettato, l'ha costruito, l'ha provato, ha corretto i difetti e infine l'ha messo in vendita. Un prodotto del genere richiederebbe solo aggiornamenti nel caso in cui durante la procedura fosse stato introdotto un errore che richiede di essere corretto.

Purtroppo nel mondo reale succede che chi vi vende il prodotto non l'ha ne progettato ne costruito ne provato. Quasi sempre si tratta invece di commissionare a terzi, quarti e quinti i vari passaggi che portano al prodotto finito e, siccome l'azienda committente impone ai fornitori prezzi sempre più bassi, questi fanno margine riducendo la qualità e le risorse umane per lo sviluppo e le prove.

La conseguenza è che sia l'hardware che il software che lo accompagna vengono consegnati ai clienti sulla base della tempistica dettata dal marketing e non quella dettata dallo sviluppo del prodotto, quindi sono sempre in una fase "beta", sostanzialmente incompleti e non adeguatamente provati. Vi vendono prodotti messi insieme in qualche modo, per rispettare le scadenze.

Ecco che l'azienda che ha messo sul mercato il prodotto subito dopo comincia a corrergli dietro cercando di correggere "in corso d'opera" tutti di difetti e le mancanze tipiche di un prodotto non-finito. Per farlo però, siccome non ha fatto niente in proprio ma ha commissionato tutto a terzi, quarti e quinti, deve anche correre dietro ai fornitori per obbligarli a "supportare" un prodotto del quale a questi non importa più nulla, anzi è solo un peso. Senza contare che i terzi, quarti e quinti facilmente hanno subappaltato a sesti, settimi e ottavi, che a loro volta devono rincorrere.

L'ulteriore risultato è che la qualità degli aggiornamenti, che in teoria cercano di correggere difetti e mancanze del prodotto in prima battuta, spesso è ancora della stessa natura se non addirittura inferiore, quindi si tappa un buco e se ne aprono altri due. Da cui ulteriore necessità di aggiornare l'aggiornamento e più passa il tempo più tutta la manfrina perde senso economico per tutte le parti coinvolte tranne ovviamente il cliente finale. Infine, siccome tutti quelli che devono sapere sanno, si arriva a dichiarare un "ciclo di vita" del prodotto cosi breve che rimarrà "incompleto" e "difettoso" per tutto il tempo in cui l'utente lo avrà in mano e poi semplicemente dovrà essere buttato via e sostituito con l'ultima versione, a sua volta incompleta e difettata, che riavvia la giostra da capo.

Chiarisco un punto per i non addetti ai lavori: un aggeggio elettronico funziona sulla base di vari "strati" di software che si parlano tra di loro e che da una parte comandano l'hardware, cioè i circuiti dell'aggeggio, dall'altra interagiscono con l'utente. Mettiamo che nell'aggeggio ci sia una antenna che serve per collegare l'aggeggio ad un altro aggeggio. Se il software scritto da qualche fornitore "ennesimo" che comanda l'antenna è difettoso o incompleto, l'antenna o non funziona o funziona in maniera irregolare, oppure riesce a compiere solo certe funzioni e non altre, di quelle che in teoria dovrebbe compiere. Tutti gli strati superiori del software che cercano di adoperare l'antenna devono passare per lo strato difettoso, magari cercando di rimediare ai difetti o alla parti mancanti e nel farlo introducono altra complicazione. Il venditore dell'aggeggio riceve le lamentele dei clienti, chiede al fornitore di aggiornare il software che comanda l'antenna. Posto che questo sia capace, che sia previsto nel contratto di fornitura, arriva l'aggiornamento, che non si sa se e quanto è testato. Il cliente finale lo installa, si correggono due problemi e se ne introduce uno nuovo, in più uno o diversi strati del software sopra quello difettoso che prima cercavano di ovviare con qualche magheggio, adesso vanno in errore perché si aspettano di parlare con una cosa e invece ne trovano un'altra. E via, si parte con un altro giro.

Riassumendo, la ragione per cui si deve aggiornare il software sopra gli aggeggi è che quando li comprate sono ancora in fase di sviluppo e chi ve li vende poi cerca di risolvere quanti più problemi rimasti in sospeso mentre voi state adoperando l'aggeggio. Più l'aggeggio è sofisticato, più è incompleto e difettato, più richiederà degli aggiornamenti per essere effettivamente "utilizzabile".

Dettaglio finale: una conseguenza tipica è che i furbofoni con sopra Android si possono semplificare in quattro strati. L'hardware, il firmware, Android, le "app". Quelli che utilizzano la versione "pulita" di Android, cioè che ricevono gli aggiornamenti direttamente quando vengono rilasciati da Google, soffrono solo dei difetti del firmware, che sono totalmente a carico del venditore e dei suoi sub-fornitori. Quelli che invece utilizzano una versione "customizzata" di Android e quindi ricevono gli aggiornamenti solo se e quando il venditore provvede una ulteriore versione "customizzata-aggiornata" di Android, soffrono, oltre che dei difetti del firmware a carico del venditore, anche di quelli del sistema operativo a carico di Google e delle "app", a carico degli sviluppatori che devono mantenere versioni diverse delle "app" per sistemi operativi in vari stati di aggiornamento.

mercoledì, dicembre 20, 2017

Il ciclo di Star Wars è finito con Episodio III


Episodio IV, 1977, avevo 12 anni - Death Star Assault

Episodio V, 1980 - I am your father!
Episodio VI, 1983 - The Emperor's Death
Episodio I, 1999 - Qui-Gon Jinn & Obi-Wan Kenobi vs. Darth Maul
Episodio II, 2002 - Obi-Wan Looks at the Army of Clones
Episodio III, 2005 - Anakin Skywalker Becomes Darth Vader

Quando Lucas ha venduto nel 2012 tutta la baracca alla Disney per quattro miliardi di dollari, l'universo di Star Wars ha cessato di esistere.

I film realizzati in seguito sono una PARODIA.

Una parodia di un qualcosa che già per sua natura era sul confine tra la fiaba e il cartone animato, quindi il livello dei film successivi è cosi infimo sotto ogni aspetto che, tolta la computer-grafica milionaria, rimane un video amatoriale. Anzi, probabilmente se l'avessero fatti i fan invece della Disney, i film sarebbero stati molto ma molto più coerenti e quindi sopportabili. Non entro nei dettagli perché ogni singolo aspetto, dalla recitazione alla trama, passando per le coreografie, è semplicemente patetico. Non c'è un briciolo di talento in questi film ma alla fine nemmeno di professionalità, non sono stati capaci nemmeno di copiare. Just an huge pile of shit, direbbero gli Americani. Compiango i poveracci che sono andati al cinema, pagando, per vedere Episodio VII prima e VIII in questi giorni. Non voglio nemmeno pensare a quelli a cui sono piaciuti questi film.

Questo mi conferma nella idea che le grandi aziende vanno avanti per inerzia e che il loro prodotto è solo una scusa, un espediente che serve alla struttura della azienda per giustificare la propria esistenza. Cosa che è tanto più vera quando la grande azienda opera in un contesto di monopolio o di cartello. Qualsiasi cagata esca dalla mega-azienda viene comunque spinta in gola a forza al "pubblico" quindi di che natura sia, non fa nessuna differenza.

Alla luce di questa evidenza, la recente notizia che Disney ha acquisito la 21st Century Fox, allargando ancora il mega-conglomerato dell'intrattenimento, non può che essere nefasta.

Cronache di ordinaria follia

Milano, buone notizie.
Giordano Stagnati, professione capotreno, era stato aggredito e rapinato del suo palmare da un giovane senegalese, Moussa Diatta, che non aveva il biglietto. In quegli attimi concitati, morse un braccio allo straniero e lo insultò con epiteti razzisti: «Sei un negro di merda». A tre mesi dai fatti, avvenuti il 23 settembre, Trenord ha licenziato Stagnati per «comportamento non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e dell’Azienda che Lei rappresenta».

«Un residente su cinque è straniero e la quota (19,5 per cento) dal 2000 ad oggi è raddoppiata. Alta se si confronta con il 13 per cento di Roma o il 15 per cento di Torino e Firenze, ma molto inferiore al 45 per cento di Londra e Amsterdam e dunque con ampi margini per salire ancora»

Sempre a proposito della Grande Squadra di Renzi:
«La ministra Maria Elena Boschi, nel dicembre 2014, mi chiese se Unicredit era in grado di acquisire Banca Etruria, che era in forte difficoltà». E poi: «Risposi che per acquisizioni non ero grado di dare risposta positiva o negativa ma che avevamo già avuto contatto con la banca e che avremmo dato risposta. Cosa su cui il ministro convenne. Fu un colloquio cordiale e non avverti pressioni da parte del ministro». Sono le parole di Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit e oggi presidente di Rothschild Italia.
Vorrei fare presente a quelli che inneggiano al Caro Leader, i quali sembrano pensare che rientri nelle normali mansioni dei Ministri colloquiare con il management delle banche, che la signora Boschi all'epoca era Ministro senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento mentre il Ministro per Economia e Finanze era Pier Carlo Padoan, il quale sulla vicenda sembra cadere dal proverbiale pero.

martedì, dicembre 19, 2017

Intanto se il post precedente vi annoia e volete farvi due risate

Riso col retrogusto amaro, come i film di Sordi.
Commissione Banche, Visco: «Renzi mi chiese di Etruria, io non risposi»

A questo proposito mi pregio di ricordarvi i seguenti dati:
Banca Monte dei Paschi di Siena.
Alla vigilia del ritorno in Borsa del 25 ottobre 2017, il 53,4% del capitale sociale era del Ministero dell'economia e delle finanze, una quota di poco inferiore era in mano ai titolari delle obbligazioni subordinate convertite in azioni, il resto, circa il 2%, è rimasto ai vecchi azionisti.
Successivamente, al 18 dicembre 2017, la quota dello Stato ha raggiunto il 68,2%, dopo che l'83,476% degli obbligazionisti retail, cioè dei piccoli risparmiatori, già possessori di bond subordinati, in seguito alla proposta del Mps, hanno convertito le proprie azioni, ricevendo in cambio bond senior della banca stessa

Altre buone notizie:
La svolta di Renzi. Una squadra, non un uomo solo.

A cui aggiungo a futura memoria:
Addio all’Unità. Oggi, venerdì 30 giugno, arriva «Democratica».

E un video su Renzi e una delle sue squadre, qualche anno di ripetizioni fa.

Nel post precedente scrivevo degli Americani e del loro infantilismo.
Sugli Italiani posso dire solo che sono dementi, perché solo dei dementi possono vivere in questo modo.
Se poi penso che c'è gente che acclama il Presidente di Rignano quando si ferma col treno nelle stazioni e che adesso si sente ottimista con la grande "squadra" del PD, brividi lungo la schiena.

Una nota sui grandi giornalisti che lavorano al Corriere, professionali, liberi, indipendenti, evviva.
Leggo un titolo: "A piedi nudi nel ghiaccio: è sulle Alpi tra Francia e Italia l’ultima rotta dei migranti".
A commento c'è questa immagine:


Vedendo l'immagine uno pensa agli Alpini che marciavano verso il fronte nella Grande Guerra o alla Ritirata di Russia. E infatti l'articolo del Corriere comincia con il racconto drammatico:
Neri nel bianco. Le infradito affondate. Le magliette fradicie. Le mani di ghiaccio. Una settimana fa hanno trovato cinque ivoriani a meno cinque, sotto la tettoia d’una centrale elettrica, quota milleotto, ottanta centimetri di neve, abbracciati nell’illusione di non congelarsi. Un’altra notte, c’era una donna incinta col bambino in braccio.


Poi torna nella homepage del Corriere e legge sotto in piccolo: "Nella foto, i 300 volontari francesi che hanno manifestato domenica scorsa sul sentiero da Névache al Col de l’Echelle". I "volontari". Questa gente qui, o questa o questa o questa ma più probabilmente questa. Poi dice la "informazione".

Tra l'altro, a parte il discorso trito e ritrito sulla immigrazione creata dalle elite apolidi e gestita tramite i loro funzionari, immaginatevi se 300 pelati col bomber e gli anfibi, 300 energumeni della "destra" nazifascista si fossero radunati a manifestare alla frontiera. Sul Corriere si sarebbe invocata la legge marziale, perquisizioni, arresti. Invece qui è una ritrovo degli scout, del tutto scollegato rispetto alla presenza degli immigrati ed eventuali loro decessi per via della logistica un po' approssimativa.

Gli Americani sono ridicoli

Non si rendono conto che nella loro "cultura" persiste un forte elemento di infantilismo. Un tratto che può essere nascosto dalla preponderanza di mezzi ma che torna a manifestarsi ogni volta che fanno il passo più lungo della gamba.

Ad esempio: Gli Usa accusano: "C'è la Corea del Nord dietro il cyberattacco WannaCry".

Ora, col termine "WannaCry" si intende un evento durante il quale un certo programma malevolo si è diffuso sfruttando un bug o difetto di Windows e ha codificato certi documenti sui computer "infettati", chiedendo poi un riscatto in Bitcoin in cambio della chiave per decodificarli.

Prego notare due cose: Windows è un Sistema Operativo sviluppato e commercializzato da una azienda americana, la Microsoft. Insieme a tutto un "ecosistema" di software che ruota attorno al Sistema Operativo. Questo ci dice due cose, primo che gli USA hanno una posizione dominante nel contesto dell'informatica e secondo, che le agenzie governative degli USA sono presumibilmente avvantaggiate quando si tratta di utilizzare i difetti introdotti per caso o di proposito in Windows.

Infatti, prego leggere qui:
WannaCry ransomware attack.
WannaCry propagates using EternalBlue, an exploit of Windows' Server Message Block (SMB) protocol. Much of the attention and comment around the event was occasioned by the fact that the U.S. National Security Agency (NSA) had already discovered the vulnerability, but used it to create an exploit for its own offensive work, rather than report it to Microsoft.
Lo traduco per i laureati della Buona Scuola e per i Presidenti di Rignano sull'Arno.
WannaCry si diffonde utilizzando EternalBlue, un "exploit" (un metodo per sfruttare una vulnerabilità) del protocollo SMB di Windows. Si è molto discusso circa il fatto che la NSA avesse scoperto la vulnerabilità ma (invece di renderla pubblica o informare Microsoft) l'avesse usata per creare degli "exploit" con cui attaccare i propri obbiettivi.

Da cui:
EternalBlue
EternalBlue, sometimes stylized as ETERNALBLUE, is an exploit generally believed to be developed by the U.S. National Security Agency (NSA). It was leaked by the Shadow Brokers hacker group on April 14, 2017, and was used as part of the worldwide WannaCry ransomware attack on May 12, 2017. The exploit was also used to help carry out the 2017 NotPetya cyberattack on June 27, 2017 and reported to be used as part of the Retefe banking trojan since at least September 5, 2017.
...
EternalRocks or MicroBotMassiveNet is a computer worm that infects Microsoft Windows. It uses seven exploits developed by the NSA. Comparatively, the WannaCry ransomware program that infected 230,000 computers in May 2017 only uses two NSA exploits, making researchers believe EternalRocks to be significantly more dangerous. The worm was discovered via honeypot.
EternalBlue è un "exploit" il cui sviluppo viene generalmente attribuito alla NSA. Venne diffuso dal gruppo hacker Shadow Brokers nell'Aprile del 2017 e fu usato come parte dell'attacco su scala mondiale WannaCry. (seguono altri casi in cui è stato usato).
...
EternalRocks è un "worm" (un tipo di programma malevolo) che infetta Windows. Utilizza SETTE "exploit" sviluppati dalla NSA. In confronto WannaCry utilizza solo DUE "exploit" sviluppati dalla NSA, quindi i ricercatori pensano che EternalRocks sia molto più pericoloso. Il "worm" è stato scoperto con un "falso bersaglio" (letteralmente "vaso di miele", ovvero un server messo li apposta per essere attaccato).

Qui stiamo dicendo due cose:
1. la NSA (che è solo una delle agenzie governative americane che fanno "spionaggio" di routine) ha un arsenale di software che utilizza per attaccare i propri bersagli. Presumibilmente questo arsenale attacca tutti i sistemi comunemente diffusi tipo Windows, Android, iOS e MacOS, i quali, guarda caso, sono tutti sviluppati e commercializzati da aziende americane.
2. si dice che parte di questo arsenale sia caduto in mano ad uno o più gruppi di "hacker" che lo abbiano diffuso. Possiamo quindi dedurre o che la NSA è vulnerabile a sua volta oppure che la diffusione sia stata o premeditata oppure conseguenza di una qualche operazione sfuggita di mano.

Ne ho già scritto in passato. Un Paese che volesse premunirsi contro gli "attacchi informatici", sopratutto quelli che coinvolgono organismi governativi, industrie strategiche, eccetera, deve necessariamente puntare alla autosufficienza sia in termini di hardware che di software. Ovvero, deve costruirsi i circuiti in proprio, oppure pretendere che i fabbricanti glieli vendano "nudi", senza nessun firmware preinstallato e corredati di tutte le specifiche in modo da scrivere in proprio il firmware e sviluppare in casa tutto il software, magari partendo dal famoso software "open source", ovvero il software del quale è obbligatorio rilasciare il codice sorgente, in modo che si possa esaminare e modificare liberamente.

L'ultima cosa che un Paese attento alla propria "sicurezza" dovrebbe fare è comprare apparecchi elettronici "chiavi in mano" da fabbricanti cinesi semi-anonimi e farci girare sopra l'ecosistema Microsoft, che non solo è per sua natura "oscuro" ma, come abbiamo visto, viene comunemente usato dalle agenzie governative, in primis quelle americane e da bande di criminali per aggredire sia istituzioni pubbliche che privati cittadini.

Chiudo la parentesi ricordandovi che gli "attacchi" più efficaci sono quelli che passano inosservati e che lo strumento migliore non è quello di usare un "exploit" di Windows ma introdurre delle funzioni apposite nel "firmware" che accompagna i circuiti del dispositivo. Si chiama "firmware" da "firm", cioè la ditta che produce o vende l'aggeggio. Ai nostri tempi NESSUNO dei marchi noti vende dispositivi fabbricati in proprio. Tutti si rivolgono a (alcuni, gli stessi per tutti) fabbricanti cinesi che forniscono i componenti, assemblano gli aggeggi e ci mettono sopra il "firmware", cioè il software che viene eseguito dal dispositivo quando si accende (o anche quando è spento ma contiene una batteria indipendente), prima che entri in gioco il Sistema Operativo coi successivi programmi usati dall'utente. Capite da voi che le operazioni compiute dal "firmware" non solo hanno accesso diretto a tutto l'hardware del dispositivo ma sono anche del tutto indipendenti dal controllo dell'utente, il quale non è in condizione di intervenire ma nemmeno di vedere cosa succede.

Qui torniamo al mio post sulle "fake news" governative.
Cambia l'argomento e il modo in cui si fa propaganda è più grossolano ma il nocciolo della faccenda è il medesimo: alla gente si spacciano un sacco di frottole contando sulla predisposizione, indotta dal lavaggio del cervello, a credere alle cose a cui ci piace credere o meglio, a quelle a cui ci conviene credere.
Nello specifico, le "nuove tecnologie" tanto propagandate dal Presidente di Rignano, il "Matteo Risponde" con tanto di portatile Mac in primo piano, l rivoluzione del "Block Chain" nella Pubblica Amministrazione, eccetera eccetera.

domenica, dicembre 17, 2017

In che mani siamo

Ovvero, il rapporto perverso dello Stato col sistema bancario.
Derivati di Stato per ridurre il deficit, poi è arrivato il «conto» di 24 miliardi.

Ora, anche ignorando il fatto che abbiamo avuto al governo sedicenti grandi economisti e professori, vogliamo forse credere che allo Stato manchi la possibilità di chiedere numi a consulenti che capiscano come funzionano certi meccanismi finanziari? Da cui l'unica conclusione credibile è che chi prende queste decisioni è consapevole dei danni che sta facendo alla Nazione ma non gli importa per due ragioni, primo perché il fine giustifica i mezzi, secondo perché basta che le conseguenze si manifestino dopo un certo tempo in modo che nessuno venga a chiedere ragione.

sabato, dicembre 16, 2017

Come pulire i siti web da contenuti fastidiosi con uBlock Origin

Nota: vale per qualsiasi browser su cui si può installare uBO.

Premessa: come ho scritto in precedenza io ho sempre usato Adblock Plus. C'erano due modi di adoperare quella estensione (o addon). Il primo consisteva nell'installare e selezionare un certo numero di liste predefinite. Le liste predefinite consistono un un elenco di "parole chiave" che l'estensione cerca nel codice delle pagine web per bloccare l'oggetto che viene scaricato tramite quel codice. Il secondo modo consisteva nell'usare l'apposito strumento di "ispezione" del codice delle pagine per scrivere la propria lista di parole chiave, in aggiunta o in sostituzione delle liste predefinite. Per due motivi, controllo su quello che l'estensione bloccava o non bloccava e risparmio di CPU e RAM adoperando una lista molto più piccola, tipo duecento linee contro centinaia di migliaia.

Dato che la seconda modalità è stata resa poco praticabile da recenti modifiche di Adblock Plus, sono passato a uBlock Origin.

uBlock Origin si può usare esattamente come nel primo modo di Adblock Plus, ovvero si installa, si selezionano le liste (o si lasciano quelle preimpostate) e si lascia cosi com'è. Significa che le pagine web saranno controllate con l'elenco di parole chiave per bloccare alcuni oggetti, tipicamente i banner pubblicitari. Il secondo modo descritto sopra è ugualmente improponibile perché gli strumenti che uBO mette a disposizione per ispezionare il codice delle pagine web sono estremamente inefficaci, come quelli dell'ultima versione di Adblock Plus.

Ma se siamo in ogni caso costretti ad affidarci alle liste predefinite, uBlock Origin ha una modalità "avanzata" che non esiste in Adblock Plus e che può essere molto utile per bloccare TUTTI i fastidi che vi vengono dai siti web, particolarmente quelli dal contenuto "discutibile". Cosa particolarmente rilevante se considerate che spesso non potete prevedere cosa succederà quando "cliccate" un bottone o un link. Attivando questa funzione in pratica uBO aggiunge i "filtri dinamici" che consistono nella possibilità di bloccare "categorie" di oggetti in relazione all'indirizzo di provenienza. Guardate le figure della documentazione.

Ve la faccio breve. Si possono impostare le celle delle due colonne sul "rosso" e cosi facendo si blocca quella categoria. Se si imposta la cella della colonna di sinistra significa "sempre", se si imposta quella di destra significa "solo per questo sito". Le categorie che vale la pena di bloccare sono quelle dei javascript, dato che testo e immagini sono innocui, quindi le ultime quattro. Le prime due bloccano l'esecuzione di qualsiasi script nella pagine che avete aperto o che proviene dallo stesso indirizzo della pagina, le altre due bloccano gli script che provengono da altri indirizzi, le cosiddette "terze parti".

Bloccare tutti i javascript nei siti che visitate oggi come oggi significa che SICURAMENTE qualcosa non funzionerà.
L'idea è quella di mettersi nella modalità "blocco tutto - autorizzo quello che mi serve" invece della modalità "autorizzo tutto - blocco quello che non mi serve" tipica delle liste per parole chiave. Allora diventa necessario andare a sbloccare la intera categoria bloccata o gli indirizzi da cui vogliamo autorizzare gli script. Ci sono diversi modi per farlo.

Nelle figure della documentazione vi si propongono le tre modalità.
1. impostare la cella di fianco a quella rossa in grigio scuro.
Questo significa che nel sito che avete aperto in quel momento l'intera categoria sarà autorizzata per quell'indirizzo e tutti gli indirizzi che dipendono da quello.

2. impostare la cella di sinistra degli indirizzi che si vogliono autorizzare (nella figura "youtube.com").
Questo significa autorizzare gli script che vengono da "youtube.com" per qualsiasi sito andrete a visualizzare.

3. impostare la cella di destra degli indirizzi che si vogliono autorizzare (figura successiva "youtube.com").
Significa autorizzare gli script che vengono da "youtube.com" solo per il sito che state visualizzando in quel momento.

Inutile dire che la terza modalità è quella preferibile perché autorizza solo gli script strettamente necessari. Adesso si pone un problema: come sapere quali sono gli indirizzi da sbloccare? Il primo è quello del sito che avete aperto in quel momento, significa in sostanza che il sito potrà eseguire gli script che sono nella pagina e/o che arrivano dallo stesso indirizzo della pagina, rimarranno bloccati quelli di "terze parti". Adesso si tratta di sapere quali altri indirizzi sono necessari al funzionamento del sito. Dovete andare per tentativi. Per esempio, prendiamo il sito del Corriere, io ho sbloccato:
corriere.it (la pagina del corriere)
akamaized.net (serve per caricare la metà inferiore del sito del Corriere, non chiedetemi perché)
corriereobjects.it (serve per caricare immagini, video, insomma i contenuti del Corriere a parte il testo).
Notate che nelle impostazioni c'è una cartella "le mie regole" che mostra l'elenco delle celle bloccate o sbloccate in questa forma:
www.corriere.it akamaized.net * noop
www.corriere.it corriere.it * noop
www.corriere.it corriereobjects.it * noop
Dove la prima parte "www.corriere.it" indica l'indirizzo del sito che visualizzate, la seconda l'indirizzo per cui avete impostato la cella di destra, nel nostro caso per autorizzare, l'asterisco sta per "tutto" e "noop" indica la modalità "grigio scuro", ovvero che rimangono attivi i filtri per parola chiave ma quelli dinamici sono inattivati.

Per il sito di Youtube invece ho sbloccato:
youtube.com
google.com
google.it
googlevideo.com

Per il mio blog ho sbloccato:
eldalie.blogspot.it
blogblog.com
blogger.com
google.com
gstatic.com
Notate che, avendo io sbloccato questi indirizzi solo in "locale", quando vado su altri blog di Blogger in pratica posso solo leggere il testo. Per trovare tutte le funzioni che ho nel mio, per esempio scrivere i commenti, devo sbloccare gli stessi indirizzi per ogni blog che visito oppure in modalità "globale" (colonna di sinistra).

Mi rendo conto che non è una cosa per tutti, molti diranno che si tratta di uno sbattimento inutile. A me serve per varie ragioni, ve ne dico una, quando vado a guardare le serie TV e i film da cui post precedente, capita spesso e volentieri che si aprano pop-up o pagine che contengono varie cose fastidiose, dal porno che non voglio mostrare ai miei nipoti se cerco un cartone animato a messaggi che mi ingiungono di installare aggiornamenti o di contattare la Polizia per costituirmi o che si congratulano perché ho vinto un premio. Inoltre, vi faccio presente che l'esecuzione di codice di "terze parti" è un rischio a prescindere, anche se avete tutto il software aggiornato.

Ricordatevi che ogni modifica che fate dentro uBO è temporanea, ovvero non viene salvata se non cliccate sulla icona a forma di lucchetto. Viceversa, se volte resettare tutto allo stato originario, andate nella prima pagina delle opzioni, in basso c'è un bottone apposta.

mercoledì, dicembre 13, 2017

Internet al posto della TV

Io non possiedo la TV. Però guardo film e serie TV tramite Internet. Quasi sempre in lingua originale, saltuariamente in italiano. Lo faccio per mantenere un po' di inglese, che altrimenti perderei del tutto dato che non mi capita di usarlo praticamente mai. Ci sono due modi per farlo, legale e illegale. Io uso quello illegale, significa che guardo contenuti che sono protetti da copyright senza pagare. Si tratta per altro di contenuti liberamente accessibili tramite Internet, non serve niente altro che il browser e una connessione decente. Non descrivo qui i dettagli. Se qualcuno vuole maggiori informazioni mi deve contattare in altra maniera.

lunedì, dicembre 11, 2017

Ormai vale tutto Gerusalemme

Corriere, il quotidiano delle elite apolidi, pubblica: Gerusalemme, città unica, indivisibile e inappropriabile.
Unica, indivisibile, inappropriabile, impossibile da capitalizzare, Gerusalemme è la città che si sottrae all’ordine degli Stati-nazione. Ne eccede la ripartizione, la trascende, la interdice. Contro questo scoglio, o meglio, contro questa rocca, sono naufragati tutti i tentativi che, in un’ottica statocentrica e nazionale, hanno mirato solo a frazionarla e segmentarla. Smacco della diplomazia e, ancor più, fallimento di una politica che procede con il metro e con il calcolo. Gerusalemme non divide; al contrario, unisce.
...
Gerusalemme può divenire modello extrastatale e banco di prova di future lungimiranti relazioni fra i popoli.
Mi devo ricordare di citare la enciclopedia Treccani per aggirare il solito stereotipo/riflesso condizionato che scatena nei "sinistri" l'uso di Wikipedia:
Gerusalemme (ebr. Yĕrūshālayim; arabo Ūrushalīm o el-Quds «la città santa») Città della Palestina centrale, proclamata da Israele sua capitale.
...
Dopo la guerra del giugno 1967, che estese il controllo di Tel Aviv all’intera Cisgiordania, G. fu riunificata sotto la sovranità israeliana e nel 1980 l’annessione fu solennemente sancita da una ‘legge fondamentale’ che proclamò G. capitale ‘unita e indivisibile’ dello Stato di Israele.
Ora, la "trascendenza" citata dal Corriere si traduce semplicemente nel negare gli esiti dei conflitti "arabo-israeliani", che poi erano "proxy war" tra gli USA e l'URSS e negare l'esistenza e la sovranità dello Stato di Israele. Come dargli torto, se non deve esistere la sovranità dello Stato italiano, non si vede perché debba esistere quella di Israele. Se gli Italiani sono "cittadini del mondo" e chiunque può andare e venire a piacimento in Italia, non si vede perché non debba succedere lo stesso in Palestina. O no?

La "ottica statocentrica e nazionale".
Di questo si parla nel profondissimo articolo. La Gerusalemme delle fiabe, che si sottrae all'ordine degli Stati-nazione, è la trasposizione di quello che vorremmo fossero tutte la capitali europee. Alcune già lo sono, nel senso che Londra e Parigi sono rispettivamente capitali della Gran Bretagna e della Francia ma nei fatti sono entità extra-territoriali, separate etnicamente e culturalmente dal Paese in cui risiedono. Quando si incensa Milano in questi giorni lo si fa con la stessa logica, è la meno italiana delle città italiane ed è sempre più estranea al territorio circostante. Sempre più estranea anche a se stessa, alla sua storia.

Quindi sul Corriere si parla a nuora perché suocera intenda.
La parte più divertente è quella dove si scrive "non divide; al contrario, unisce". A Gerusalemme si accoltellano tra loro anche i monaci delle diverse confessioni cristiane che hanno l'incarico di sorvegliare i Luoghi Santi. Unisce nel senso che da duemila anni offre occasione di scambiarsi amichevoli e fraterne coltellate. D'altra parte l'articolo mica deve descrivere il reale, deve raccontare l'immaginario, deve vendere un prodotto. Ah non vedo l'ora che anche Roma si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e cosi cessi di essere "Roma Capitale" che viene sovvenzionata direttamente dal Parlamento italiano prelevando dalla fiscalità generale. Ah non vedo l'ora che anche la fiscalità generale si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e "Equitalia" diventi "Equimondo" cosi da pagare le stesse imposte del Liechtenstein (ma mi accontenterei anche di quelle della Russia). Ah non vedo l'ora che alla signora Donatella di Cesare si estendano i "diritti" che hanno le donne della Gerusalemme impossibile da capitalizzare.

Barzelletta del giorno:
"Grasso: «Io guido il partito, non D’Alema» e presenta il simbolo. La risposta all’asserzione di Renzi su Liberi e Uguali."
Poi ci sono ugualini, uguali, ugualoni, ugualissimi.

domenica, dicembre 10, 2017

Un Papa che parla troppo

Parla troppo, a sproposito, in favore di telecamera.
Per Francesco, infatti, «impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari.
... contrastare i cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, combattere la povertà e promuovere lo sviluppo umano integrale
... la domanda che si fa il Papa: oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari come stanno? O per salvare il creato e l’umanità non è forse necessario tornare indietro? Pensiamo a Hiroshima e Nagasaki, la distruzione».
D'accordo, bisogna riempire tutti i riquadri del giornale, quando non i può scrivere della sorella di Caia che va a letto con Tizio, si pesca il jolly del Papa. Da parte sua al Papa chiedono di parlare di continuo e ad un certo punto anche lui finisce gli argomenti e allora mescola parole a caso.

Le "armi nucleari" vaporizzano con il calore, schiacciano con l'onda d'urto, irraggiano con le radiazioni ma lo fanno in maniera assolutamente "democratica", ispirandosi ai massimi principi di "giustizia sociale", infatti non discriminano in alcun modo le persone deboli e svantaggiate. Mi si dirà che il Papa voleva dire che le risorse spese per costruire armi nucleari sarebbero meglio investite per migliorare la condizione delle persone deboli e svantaggiate. Si, come qualsiasi cosa, come il computer che sto adoperando adesso, il cavo che porta il segnale al server di Google, il server e tutto il resto del circo. Come i grandi alberi di Natale e i centri commerciali. Come le messe, se smettessimo di celebrare messa e trasformassimo chiese e cattedrali in ricoveri e alloggi per persone deboli e svantaggiate... Inoltre, le armi nucleari sono state usate due volte. Dall'alba dei tempi fino a oggi sono state usate innumerevoli volte altre armi, dalla clava alle armi robotizzate passando per i gas nervini o agenti infettivi. Le due armi che probabilmente non solo hanno ammazzato più gente ma hanno anche causato le maggiori sofferenze alle persone deboli e svantaggiate sono state la lancia, un bastone con punta di metallo e il kalashnikov, arma concepita per armare eserciti "rivoluzionari" e strappare i mezzi di produzione alla borghesia, finita poi in mano a tutti i tagliagola sparsi per il mondo. Per qualche strana ragione al Papa non sembra un gran problema che si decapiti la gente con un coltello da cucina arrugginito ma solo l'idea che si ammazzi con un ordigno che, sempre per ragioni note a lui solo, è collegato ai "cambiamenti climatici", non i computer, non le luci di Natale, non il centro commerciale, non il fatto che tutti gli "n" miliardi di persone vogliono godere delle stesse comodità. No no, le armi nucleari.

Il Papa pensa a Hiroshima e Nagasaki. Bisognerebbe che qualcuno dei suoi segretari lo informasse che gli eventi citati risalgono alla prima metà del Novecento e siamo nel 2017. Da allora ad oggi, come ho scritto, non sono state usate armi nucleari, in compenso sono state costruite ed adoperate tutte le altre armi concepibili. Per esempio, ogni singolo bombardiere "invisibile" B2, senza nessuna arma a bordo, è costato più del doppio del suo peso in oro. Vogliamo fare il caso della Terrasanta, dove da Hiroshima in avanti sono state combattute un certo numero di guerre ufficiali e non-ufficiali, che hanno ammazzato e storpiato e creato milioni di persone deboli e svantaggiate? Per qualche strano motivo al Papa fa orrore solo la "distruzione" sul suolo nipponico del 1945. Dove per altro nel 2011 ci furono un terremoto e un maremoto, gentile omaggio della "provvidenza", che uccisero trentamila persone.

Vorrei potere dire che il Papa si dovrebbe limitare alle questioni di dottrina. Ma per il post precedente circa la patristica, farebbe poca differenza, l'unico vantaggio è che i paradossi non andrebbero a sbattere immediatamente contro l'evidenza dei fatti.

Tutelare la dignità delle persone.

Nota personale: perché esistono le armi nucleari? La risposta, per quanto ridicolo sia, è la stessa di quella che si da alla domanda perché si scalano le montagne? Perché sono li. Le armi nucleari si possono costruire, quindi ognuno le costruisce semplicemente perché lo fanno tutti gli altri. Paradossalmente sono le armi che hanno la probabilità minore di essere effettivamente usate perché, anche quando non esiste la possibilità che l'avversario replichi con la stessa arma, rendono il territorio colpito assolutamente inutile per l'aggressore, vanificando la prima motivazione di sempre per l'uso delle armi. Ergo, la logica del Papa è "n" volte fallata. Oltre l'ovvia considerazione che le persone non sono deboli e svantaggiate per via delle armi nucleari, queste sono anche il problema minore rispetto all'intero arsenale bellico che costa di più e viene poi effettivamente impiegato sempre e ovunque. Se anche non esistesse il complesso industriale-militare, a Caino non servì una vera a propria arma per ammazzare Abele, un sasso o un bastone servono egregiamente allo scopo.

mercoledì, dicembre 06, 2017

Privacy e Internet

Premessa: non ho alcun interesse e quindi competenza riguardo i furbofoni.

Il termine "privacy" si traduce in "riservatezza", ovvero nel fatto che una parte della vita di una persona deve rimanere riservata, non diventare di pubblico dominio.

Cominciamo dal principio, l'atto di connettersi ad Internet. Normalmente si fa tramite un abbonamento sottoscritto presso un "provider", cioè un fornitore del servizio di connettività. Il provider/fornitore compra all'ingrosso gli apparati necessari a consentire la connessione ad Internet o parti di apparati di altri enti e poi li rivende ai suoi clienti. In sostanza il provider può "vedere" tutto quello che passa dal punto di accesso e dal primo tratto di rete che controlla direttamente e infatti le autorità chiedono ai provider quando si interessano all'uso che fa di Internet una certa persona o di intervenire per impedire (più precisamente ostacolare) determinati usi "illegali". Sia lo "ascolto" che il "blocco" delle nostre attività da parte del provider si può aggirare col sistema di connettersi ad un "nodo" anonimo e da li in poi essere re-indirizzati verso gli indirizzi di rete a cui vogliamo effettivamente collegarci, tramite una connessione criptata. Grossomodo è il sistema alla base di TOR e delle VPN. Il guaio è che il provider, quando non "legge" cosa sta succedendo, vede però che stiamo usando un sistema per "nascondere" il traffico reale e quindi, volendo, può cercare di impedire (o ostacolare) il primo passaggio, quello con cui ci si collega al "nodo".

Dipoi andiamo ad esaminare cosa succede quando si "naviga" dentro Internet. Il meccanismo funziona cosi, il nostro browser manda una serie di richieste a dei server che inoltrano la richiesta ad altri server oppure rispondono inviando l'oggetto richiesto. Capite da voi che tutti questi server, sia lungo la catena che alla estremità finale della connessione, possono tenere traccia delle richieste, dei dati di chi richiede e di cosa ha richiesto. L'elemento favorevole è che l'indirizzo IP che identifica sulla rete il dispositivo che state adoperando di solito è "dinamico", cioè viene assegnato dal provider ogni volta che ci si collega ad Internet pescando a caso da un "pool", cioè da un gruppo di IP. Questo significa che per sapere chi stava usando quel dato IP in un dato momento bisogna chiedere al provider e questa richiesta deve venire dall'autorità nazionale preposta, non è una informazione di pubblico dominio. Fanno eccezione di solito le connessioni dall'interno di aziende e scuole, che invece su Internet appaiono con un IP "statico", assegnato dal provider una volta per tutte, condiviso tra tutti quelli che si collegano dall'interno della rete aziendale e l'azienda o la scuola non ha difficoltà a risalire alla postazione e presumibilmente a chi la sta adoperando. Il rimedio (che di solito non vale dall'interno di aziende e scuole) è lo stesso del caso precedente, in aggiunta a TOR e VPN si possono usare anche dei "proxy anonimi", cioè dei server che fanno da tramite nascondendo le informazioni (IP, configurazione) del vostro dispositivo, senza l'aggiunta della connessione criptata.

Esiste un altro livello, cioè le informazioni che vengono fornite dal browser che adoperate al server con cui "dialoga", in maniera palese o anche occulta, ovvero senza il vostro intervento. Banalmente il server può chiedere al browser qual è la configurazione del dispositivo che adoperate, questa richiesta può servire per adeguare la risposta del server a quella configurazione ma anche a "identificare" il vostro dispositivo. Inoltre e questa è la cosa più fastidiosa, il server può scrivere dentro il vostro dispositivo dei "file" che poi possono essere letti dallo stesso server o altri server consociati per identificare il dispositivo e anche per tenere traccia di operazioni precedenti. Qui si può ovviare configurando opportunamente il browser per non presentarsi con un "profilo" identico tutte le volte e per cancellare i file "memorizzati" (history) quando si termina una sessione.

Infine, l'accesso ad un servizio come "utente registrato". Facciamo il caso che io mi colleghi ad Internet e poi entri dentro Blogger col mio account Google per scrivere un post. Da quel momento in poi Google, avendo scritto gli opportuni file dentro il mio computer, mi vede come Lorenzo. QUALSIASI cosa io faccia da quel punto in avanti, anche se chiudo la pagina di Blogger. Significa che se entro in Youtube Google registra quali video sto guardando, se faccio una ricerca qualsiasi, registra cosa ho cercato, se ho una interazione con un altro utente registrato, chi è, che tipo di informazioni ci scambiamo e come, eccetera. Non basta, tutti i siti "consociati" a Google possono riconoscermi allo stesso modo. Questo è il "valore" che le società che offrono "servizi gratuiti" su Internet ricavano dal servizio medesimo, ovvero il monitoraggio dei comportamenti e delle abitudini degli utenti registrati sulle loro "piattaforme", cioè il "profiling", la definizione di un "profilo", senza che l'utente ne sia consapevole. E' un valore perché il "profilo" dell'utente e degli utenti con cui si relaziona (secondo la definizione impropria di "social network") viene venduto alle aziende che fanno pubblicità su Internet e/o vendono servizi e prodotti. Ovvero, l'utente Lorenzo ha l'hobby degli aquiloni, gli verranno mostrate pubblicità correlate e idealmente venduti servizi e prodotti che lo possono interessare. A questo si rimedia in vari modi. Si può "navigare" solo dopo avere chiuso la connessione come "utente registrato" e cancellato la "history". Si può utilizzare un motore di ricerca diverso da Google. I possono "isolare" le pagine in modo che Youtube non possa leggere i file memorizzati da Blogger (vedi estensione di Firefox Multi-Account Containers), si può filtrare entro certi limiti cosa il browser scarica dai vari siti e bloccare certe operazioni, in entrata e in uscita (vedi uBlock/uMatrix).

Ovviamente qui stiamo ignorando sia l'eventualità che il software di proposito compia delle operazioni "maligne", per esempio che il browser crei un identificativo univoco che si può consultare (tipo Chrome, ahah) o che ci pensi il sistema operativo o peggio il firmware, sia che esista l'eventualità di controllare il vostro dispositivo elettronico dall'esterno.

Comunque non vi sfugga che tanto più è "social" un certo "network", tanto maggiore è la profilazione a cui sottopone gli utenti registrati e quindi tanto minori saranno i contenuti accessibili dagli utenti non-registrati, cioè verso Internet in generale. In questo consiste l'inganno del concetto stesso di "social network", in realtà non si tratta di una rete che collega tra di loro dei "peer", cioè dei pari ma di una rete nella quale qualsiasi connessione tra due utenti è veicolata. mediata, da un intermediario e questo intermediario fornisce il servizio "gratis", ovvero consente e facilita la parte "social" in cambio delle informazioni che estrae dal monitoraggio che esegue sul comportamento degli utenti. Diciamo che è come "incontrarsi" con qualcuno stando in due stanze diverse ed usando una terza persona che porta i messaggi da uno all'altro (e quindi legge, guarda, ascolta tutto quello che succede). Mentre Internet è come telefonare, non a caso in origine la connessione tra due dispositivi si realizzava proprio con una normale telefonata.

Demenza quotidiana nei titoli

Un italiano su tre è a rischio povertà, soprattutto se risiede al Sud e vive in famiglie numerose o di origine straniera.
Papa Francesco su Gerusalemme: In Terra Santa vanno riconosciuti i diritti di tutti.

A proposito del Papa, particolarmente divertente questo articolo:
Papa corregge il Padre nostro «Dio non induce in tentazione Traduzione è sbagliata»

Non è mai Dio a tentarci, quell’«indurci» è «una traduzione non buona», dice Francesco, nell’ultima versione Cei si legge «non abbandonarci». Il senso è: «Quando Satana ci induce in tentazione, tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano».
Ah bé, allora problema risolto. Dio crea tutto, l'universo, Satana e l'Uomo, poi sta a guardare lo spettacolo del "libero arbitrio" e noi lo preghiamo perché non ci abbandoni. E' un concetto che logicamente funziona benissimo. Funzionava benissimo già al tempo di Agostino di Ippona, che risolve la faccenda ridefinendo la dualità "bene/male" (Dio/Satana) in una minore o maggiore "rarefazione" del bene, da cui Satana non è anti-Dio, è solo un bene molto più rarefatto, quantitativamente minore. Comunque bene perché da Dio può emanare solo quello. Di seguito trattazione più articolata dell'articolo del Corriere, che si conclude con l'inevitabile considerazione che il concetto di Dio è irrazionale, ovvero inconoscibile e, soprattutto nel nostro caso incomunicabile. Altrimenti, non sarebbe necessaria la fede del "credo quia absurdum".

lunedì, dicembre 04, 2017

Ancora sul Meticciato

Il sapere critico che chiamiamo 'Storia' ci dice che anche il meticciato per essere fenomeno evolutivo ha bisogno di un habitat adeguato che dobbiamo costruire politicamente.
Racconti, Augias: "Gli italiani nella sfida del meticciato".

Prego notare il sottile paradosso nel quale si rotolano quelli che credono si saperla lunga: la affermazione per cui gli Italiani non esistono come etnia, come Popolo e come Nazione perché frutto di migrazioni, invasioni, mescolanze, quindi si tratta solo di una figura retorica, un gioco intellettuale, una invenzione. Nello stesso tempo si afferma che gli Italiani, che non esistono in quanto tali, da sempre "cittadini del mondo", si trovano davanti alla "sfida del meticciato" e che bisogna costruire politicamente lo "habitat adeguato", cosa che logicamente non sarebbe necessaria se la prima affermazione fosse vera, il meticciato sarebbe la condizione naturale degli Italiani e non bisognerebbe obbligarli.

Una cosa purtroppo è palese. Il livello di perversione a cui sono assuefatti gli Italiani è tale per cui ormai sono in grado solo di vivere vite perverse, pensare e dire cose perverse. Oltre al dispiacere per il futuro che aspetta i bimbi, c'è un po' di rabbia nella consapevolezza che niente di tutto questo accade "naturalmente", come sopra, è l'habitat adeguato, costruito politicamente. Non da ieri o l'altro ieri, da decenni. C'è chi paga e dà le direttive, chi esegue e viene pagato, chi plaude senza capire, chi pensa a godere, chi subisce con lo scarpone sul collo.

Nel frattempo: pensiamo alle cose importanti.
Certo, adesso per fare la Carta di Identità "elettronica" ci vogliono tre mesi ma "il Blockchain nella Pubblica Amministrazione, il cambiamento culturale ci sarà, punto, non è in discussione". Bello il professor Prodi quando mi raccontava che di avere sottoscritto l'Euro solo perché si doveva scommettere sulla inevitabile unione politica degli Stati europei, altrimenti non avrebbe potuto funzionare. Toh, ecco, problema risolto da Renzi (e Grillo) col Bitcoin.

sabato, dicembre 02, 2017

Bloccare contenuti con Firefox

Preambolo.
A partire dalla versione 57 Firefox non è più compatibile con le "estensioni classiche" ma solo con quelle sviluppate sulla base delle API "webextensions", che sono più o meno analoghe alle estensioni di Chrome.

Bloccare i contenuti (diciamo la "pubblicità") con Firefox significa utilizzare una estensione (o "addon") che, a partire da una lista di "regole", blocca il caricamento degli oggetti di varia natura che sono contenuti nelle pagine che vengono visualizzate dal browser. Gli stessi contenuti si possono "nascondere" modificandone gli attributi CSS ma questa opzione è puramente cosmetica.

Fino a qualche tempo fa utilizzavo l'estensione Adblock Plus.
Questa estensione si componeva di due parti, una dove si potevano scegliere quali liste pre-definite utilizzare e una, che per me rappresentava la ragione d'essere della estensione, tramite la quale si poteva "ispezionare" il codice della pagina in modo da localizzare gli oggetti in questione e scrivere le regole "personalizzate" per bloccarli. Ad un certo punto lo sviluppatore di questa estensione fondò una società per "commercializzarla", cosa che si risolse nell'aggiunta di una lista di "pubblicità accettabili", ovvero le agenzie pubblicitarie che rispettano determinati criteri "non-invasivi" possono sottoscrivere una specie di "abbonamento" in modo da essere incluse in questa lista. La lista "annulla" il blocco eventualmente impostato dalle liste usate dall'utente dell'estensione. Fortunatamente la lista delle "pubblicità accettabili" si poteva disabilitare nelle impostazioni.

L'abbandono delle "estensioni classiche" di Firefox in funzione delle estensioni "tipo Chrome" ha costretto l'azienda che sviluppa Adblock Plus a cestinare la versione precedente e a fare un "porting" della versione per Chrome, la quale in sostanza manca completamente della seconda parte descritta sopra, quella che assiste l'utente nella compilazione delle proprie regole per filtrare i contenuti. Ergo, praticamente l'unica modalità d'uso attuale consiste nel sottoscrivere le liste pre-definite e per me questa modalità è troppo limitata.

A questo punto sono passato a uBlock Origin.
La storia di UBlock Origin è completamente differente e questo è evidente da come l'estensione funziona. In origine era parte di una estensione più complessa che includeva una specie di "firewall", questa parte è stata scorporata in un'altra estensione chiamata uMatrix.

uBlock Origin ha due modalità di funzionamento.
La prima è quella predefinita/automatica e assomiglia ad Adblock Plus nel senso che include una serie di opzioni tramite le quali si selezionano le liste pre-definite, che incidentalmente sono le stesse usate da Adblock Plus. Sono chiamate "regole statiche" perché filtrano il codice di tutte le pagine usando delle "parole chiave". La differenza è che uBlock consente una maggiore personalizzazione delle liste e di come vengono adoperate e che non c'è nessuna lista di "pubblicità accettabili". In questa modalità l'utente non deve fare niente.

Attenzione: più liste caricate, più risorse di RAM e CPU l'estensione andrà a consumare. Vi suggerisco di disabilitare le regole "cosmetiche" (in due punti nelle opzioni) e di limitare le liste predefinite a quelle "proprietarie" di uBlock più le tre generali "Easylist".

La seconda modalità viene abilitata selezionando "sono un utente avanzato". In pratica aggiunge alla modalità "tipo-Adblock Plus" quello che l'autore chiama "filtraggio dinamico" e che in sostanza è una versione semplificata del "firewall" di uMatrix. Stringendo, si intende la possibilità di bloccare le connessioni in ingresso che provengono dalla lista di URL/indirizzi che il browser contatta a partire dalla pagina e che viene visualizzata dall'estensione cliccando sulla icona.


La interfaccia presenta una "tabella" di righe con in alto le categorie di oggetti che si possono bloccare e in basso la lista degli URL/indirizzi e di colonne che consentono rispettivamente di bloccare (rosso), fare passare da sopra a sotto (grigio), disattivare le liste statiche (verde), divise in due, a sinistra "globali" e a destra "locali" (cioè valide solo per il sito). Le celle "trasparenti", cioè rossine, verdine, grigine, ereditano lo stato da quelle sopra, quindi da globale a locale, da sinistra a destra.

Facciamo un esempio: apro l'interfaccia, vado sulla riga "script di terze parti", significa le funzioni JS che il sito "A" esegue caricandole da altri siti "B", "C" e "D". Clicco in modo da fare diventare rossa la cella di sinistra. In questo modo ho impostato uBlock per bloccare tutti i JS di terze parti in modalità "globale", cioè per tutti i siti.

Adesso guardo sotto e vedo l'elenco degli indirizzi da cui il browser scarica degli oggetti. Mettiamo che tra questi ci sia "mario.it". Se voglio fare in modo che gli script siano scaricati da "mario.it" ed eseguiti per tutti i siti che visito, nonostante il "blocco globale" impostato sopra, devo marcare la cella di sinistra in grigio. Se invece voglio che siano scaricati ed eseguiti solo nel sito che ho aperto in questo momento, devo marcare la cella di destra in grigio. Per tutti gli indirizzi, quando non sono sottoposti alle regole "dinamiche" impostate tramite la "tabella", quindi anche se sono celle "grigie", rimangono valide le regole "statiche" delle liste.

uBlock Origin è concepito dall'inizio nella modalità "come Chrome" e quindi manca degli strumenti per ispezionare le pagine. Per fortuna ha una finestra di "log", che si attiva coll'apposito bottone (secondo in alto da destra). Il log non visualizza nulla se non si ricarica la pagina e per vedere quali sono gli oggetti bloccati (e come/da cosa sono bloccati) bisogna imporre il filtro "|--" (senza virgolette).

Per la maggior parte degli utenti uBlock si può usare nella prima modalità che è la stessa di Adblock Plus col vantaggio di un ipotetico minore consumo di risorse (che però io non posso verificare) e del fatto che non ci sono le "pubblicità accettabili". Il vantaggio di adoperare la seconda modalità consiste nell'aggiunta di una funzionalità tipo "firewall" che emula anche per certi versi l'estensione NoScript.

Documentazione qui.

Nota: il "plus" e lo "origin" sono aggiunte causate da liti tra sviluppatori e conseguenti "fork", cioè separazioni in due estensioni diverse da un predecessore comune. Questo significa che è tutta roba che adesso c'è e domani boh. Capisco che per chi non è interessato ai tecnicismi sia tutto uno sbattimento privo di senso.

giovedì, novembre 30, 2017

Sostenibilità

Una parola che va di moda. Vediamone uno dei pochi significati concreti:

Trovo questo altro articolo sul Corriere, a firma Gian Antonio Stella
«L’obiettivo di una sinistra di governo dovrebbe essere quello di rimuovere le ineguaglianze, non di difendere un sistema previdenziale iniquo piegato alla logica della sostenibilità finanziaria», ha detto Susanna Camusso in un’intervista a Roberto Mania. Rileggiamo: un governo non dovrebbe essere «piegato alla logica della sostenibilità finanziaria».
... non si poneva il problema nessuno. Basti per tutti la tesi del dicì Carlo Borra (NDR in Parlamento dal '63 al '76) dopo una stretta: «Purtroppo è rimasto inalterato il carattere fondamentalmente contributivo della pensione, mentre solo l’elaborazione di una pensione-base finanziata dall’intera collettività mediante il prelievo fiscale potrà consentire la realizzazione dell’obiettivo finale di una pensione pari all’80% dell’ultima retribuzione»
Sono interdetto. Il Corriere pubblica come se niente fosse i "segreti di Fatima" su cui si fonda tutta la Storia della nostra repubblichetta, inclusa la faccenda della "flessibilità" che andiamo chiedendo alla "Europa". La notiziona del giorno però non è questa, è il ritorno del Fascismo sullo sfondo del popolare caso di Cronaca Nera. Io mi porrei il problema degli obbiettivi della "sinistra di governo", in sostanza sembra che si riduca tutto nel "rimuovere le ineguaglianze", qualsiasi esse siano, non importa come, a qualsiasi prezzo. Mentire per esempio non costa niente.

(Consiglio lettura post precedente su "fake news" e "pensioni").
Devo ammetterlo, mi fa un po' male che il signor Stella sia pagato per scrivere sul Corriere le stesse cose che scrivevo io anni e anni fa, prendendo in cambio ogni sorta di insulto.

mercoledì, novembre 29, 2017

Italia migliore

Renzi, sono contenta di appartenere all'Italia migliore!
Pensa come deve essere l'Italia peggiore.

Siccome non siamo qui a pettinare le bambole, ecco il Caro Leader dell'Italia Migliore:
Intervista a Matteo Renzi
No, non è un'altra delle sue esibizioni in inglese, le smorfiette e le "fake news" (vedi post precedente) qui le vedete in italiano.

lunedì, novembre 27, 2017

Fake news e le pensioni

Ovvero, la triste vita del profeta in patria.
Leggo un articolo del signor Fubini sul Corriere e comincio dal fondo.
A mettere in circolazione fake news in Italia ci pensa chi dovrebbe governarla.
Ma va? A parte che non è tanto vero perché le fake news appartengono al "programma" di partiti e finte associazioni, come vedremo poi, chiediamoci per conto di chi vengono messe in circolazione queste "fake news". Chiediamoci perché gli Italiani votavano (votare è un vizio di cui ci stiamo liberando) questi personaggi. Comunque, cominciamo:

Il due febbraio scorso Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha assicurato: «Il sistema previdenziale italiano è sostenibile nel lungo periodo ed è in equilibrio». Il 15 febbraio lo stesso Poletti si è spinto un passo più in là: «Il settore previdenziale è in attivo».
Non basta, perché:

In estate ha ripetuto quasi esattamente le stesse parole Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil: «Il sistema è in equilibrio, il problema semmai è l’evasione».
Il signor Fubini, bontà sua, scrive:
Contro-riforma delle pensioni (cioè tornare al vecchio andazzo tutto a tutti) ... sarebbe però il caso di chiedersi se il presupposto è vero. Il sistema è davvero «in equilibrio»?
Una persona normale penserebbe che i bilanci degli enti pubblici siano disponibili, anzi, che siano le stesse amministrazioni a illustrarli alla cittadinanza. Ovviamente non è cosi, tutto è opportunamente oscurato. Allora il signor Fubini cita "... un documento del quale il governo italiano è co-autore: «Il rapporto sull’invecchiamento» che la Commissione Ue pubblica a intervalli regolari; l’ultimo, del 2015, copre i costi delle pensioni e le proiezioni dal 2013 al 2060."
Ecco l’«equilibrio» del sistema pensionistico in Italia che emerge da quel rapporto: ogni anno, la spesa per le pensioni pubbliche supera i contributi versati di 88 miliardi di euro. (NDR: nel 2016 INPS spendeva 272 miliardi se non erro, ergo diciamo un terzo). Si tratta dello scarto più vasto dell’Unione europea dopo quello dell’Austria, come mostra il grafico in pagina. La differenza fra quanto lo Stato riceve in contributi previdenziali e quanto versa in pensioni viene colmata grazie alle tasse e al deficit pubblico. [...] lo scarto fra contributi versati e pensioni da pagare nel 2060 sarebbe pari al 3,2% del reddito nazionale, 54 miliardi di euro attuali.
Non vi basta ancora? Bene, infatti c'è di più. Ecco che futuro prevede il rapporto di cui sopra:
L’ammanco contributivo potrebbe però diventare più grande di così, perché le proiezioni adottate a Bruxelles purtroppo potrebbero rivelarsi ottimistiche per l’Italia: prevedono che ogni donna passi dal partorire in media 1,43 figli a 1,61 (ma dal 2013 il tasso di fertilità è sceso a 1,34); e immagina che l’immigrazione contribuisca a un aumento di popolazione da 60,3 milioni di abitanti nel 2013 a 67 milioni nel 2040
Io sono qui da molti anni a dire e ridire che il sistema previdenziale è una delle tante menzogne "cattocomuniste" che gli Italiani si fanno raccontare e si raccontano a vicenda. Me ne hanno dette di tutti i colori in questi anni perché guai a mettere in dubbio che il mondo "cattocomunista" sia il migliore dei mondi possibili. La cosa tragica e insieme divertente è che le cose scritte da Fubini non sono mica una novità, erano già vere quando io andavo alle elementari. Questo la dice lunga sulla "qualità" degli Italiani e di chi li rappresenta e li governa.

Matteo Renzi - Le fake news
La parte pregnante è al punto 19:50.

sabato, novembre 25, 2017

Violenza sulle donne ennesimo paradosso

Leggo che il signor Grasso, figura di spicco della "sinistra" che si ispira alla tradizione del PCI, si è scusato a nome degli "uomini" per le violenze da questi perpetrate a danno delle donne. Eccoci all'ennesimo paradosso dell'egualismo.

Io e il signor Grasso non siamo "uguali" e il signor Grasso non ha ne motivo ne titolo per scusarsi a nome mio di una cosa di cui io non sono responsabile. Io non eredito nessuna "responsabilità collettiva" dalla categoria "uomini" e non ho nessuna "colpa collettiva" verso la categoria "donne". Se ho delle colpe di cui devo rispondere sono solo mie personali e sono rivolte a singole persone, non intere categorie astratte.

Inoltre, mi sembra evidente che quando qualcuno dice "gli uomini sono [qualsiasi cosa, ad es. "sessisti"] questa è una discriminazione esattamente come dire "le donne sono [qualsiasi cosa]", quindi si usa una discriminazione per eradicare una discriminazione.

Ora, il lettore che viene dalla direzione grassiana mi dirà "tu sei il primo a fare queste generalizzazioni". A parte che io non sono "cittadino del mondo" e ho dei "confini" ben definiti, quindi non sono tenuto alle convenzioni grassiane, quella obiezione tradisce un difetto nel ragionamento. Quando io osservo che fino al 1981 il Codice Penale concedeva una attenuante all'uomo che uccideva moglie, figlia, sorella per lavare l'onta al suo onore, non sto esprimendo un giudizio, cioè non sto dicendo che era una cosa buona e giusta, sto descrivendo un fenomeno, che era una situazione pregressa, cioè che risaliva a secoli addietro e che c'erano e ci sono ragioni antropologiche, etologiche, evolutive, ovvero non si trattava di un "vizio", di una "perversione".

Sul Corriere leggo:
Abbiamo invitato gli uomini a non tacere. A non sentirsi esclusi dalla violenza degli altri e intervenire parlando agli altri uomini, #dauomoauomo. Quelli che hanno risposto non sono attivisti maschili impegnati nella ricerca di una diversa virilità. Hanno partecipato inviando i loro video manager delle aziende dove la diversity ha sviluppato percorsi sulla parità. Studenti cresciuti senza confini che indignandosi sulla violenza sentono di non appartenere alle distinzioni. Sono voci maschili, note e meno note, che nella coralità rappresentano un pezzo di un percorso da poco iniziato. L’imperativo è: cambiare i linguaggi, cambiare i comportamenti.
Vado ad elencare i concetti aberranti:
1. non sentirsi esclusi dalla violenza degli altri.
Come sopra, la violenza degli altri mi riguarda solo nel momento in cui sono chiamato a reprimerla con violenza uguale (meglio superiore) e contraria. Non mi riguarda certo nel senso che io ne devo rispondere come gli altri.
Viceversa, ogni singolo musulmano dovrebbe rispondere della "violenza degli altri" musulmani ma allora perché in quel caso ci affanniamo a distinguere, a negare le generalizzazioni?
2. una diversa virilità.
La "diversa virilità" è un corollario della "diversa umanità". Da cui qui stiamo dicendo che questi signori si sentono in diritto, titolati a riprogettare gli esseri umani. Come dire, abbiamo a che fare con personcine umili, modeste.
3. la diversity.
Leggo sul dizionario: "the inclusion of individuals representing more than one national origin, color, religion, socioeconomic stratum, sexual orientation, etc." e non capisco, the inclusion da dove in cosa, come e perché? In linea teorica si dovrebbe affermare che una persona deve essere giudicata dalle sue azioni, nel caso dell'ambito lavorativo dai suoi meriti, abilità, competenze, talento e non giudicata dall'aspetto, religione, genere. Si intende questo con "the inclusion" oppure si intendono le famose "quote" per cui in un gruppo di X persone ci devono essere per legge Y neri, K donne, W musulmani a prescindere da qualsiasi considerazione di merito?
4. studenti cresciuti senza confini.
Viva il mondo nuovo senza Popoli e Nazioni. Torniamo al progetto di re-ingegnerizzare l'umanità. Cito il signor Scalfari, profeta di questo futuro: "il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana."
5. sentono di non appartenere alle distinzioni.
Cioè si distinguono perché non si distinguono. Ma allora il signor Grasso perché si scusa a nome di una distinzione che non ha ragione d'essere? Se non sente di appartenere alla categoria "uomini" distinta dalla categoria "donne", non dovrebbe dire "io sono una persona" e basta? Poi, portando avanti la stessa logica, se non si distingue più tra me e il signor Grasso, perché distinguere tra vittima e carnefice, tra agnello e macellaio? Ogni cosa è tutte le altre cose nello stesso momento.
6. l’imperativo è: cambiare i linguaggi, cambiare i comportamenti.
Vincere e vinceremo! Ah no, scusate, quelli erano i Fascisti. Non apparteniamo alle distinzioni.

Altre due considerazioni banali.
Non capisco cosa vogliono le donne, ovvero perché nella "uguaglianza/parità" ci deve essere una "differenza/disparità". Se io e una donna siamo uguali, visto che quando qualcuno mi fa violenza a nessuno viene in mente di creare la categoria "violenza contro i Lorenzi" o introdurre l'aggravante del "lorenzicidio", perché le donne mentre affermano di essere uguali/pari a Lorenzo, si aspettano di essere considerate diverse?
In seconda battuta, io affermo che ogni uomo è diverso e ogni uomo risponde solo per se stesso. Da questo deriva che ogni donna è diversa e risponde per se stessa. Risponde delle scelte che fa, quindi quando questa donna sceglie di accompagnarsi con uno psicopatico invece che con quel pirletta del Lorenzo, perché poi chiede a Lorenzo di scusarsi se lo psicopatico la bastona?