mercoledì, dicembre 13, 2017

Internet al posto della TV

Io non possiedo la TV. Però guardo film e serie TV tramite Internet. Quasi sempre in lingua originale, saltuariamente in italiano. Lo faccio per mantenere un po' di inglese, che altrimenti perderei del tutto dato che non mi capita di usarlo praticamente mai. Ci sono due modi per farlo, legale e illegale. Io uso quello illegale, significa che guardo contenuti che sono protetti da copyright senza pagare. Si tratta per altro di contenuti liberamente accessibili tramite Internet, non serve niente altro che il browser e una connessione decente. Non descrivo qui i dettagli. Se qualcuno vuole maggiori informazioni mi deve contattare in altra maniera.

lunedì, dicembre 11, 2017

Ormai vale tutto Gerusalemme

Corriere, il quotidiano delle elite apolidi, pubblica: Gerusalemme, città unica, indivisibile e inappropriabile.
Unica, indivisibile, inappropriabile, impossibile da capitalizzare, Gerusalemme è la città che si sottrae all’ordine degli Stati-nazione. Ne eccede la ripartizione, la trascende, la interdice. Contro questo scoglio, o meglio, contro questa rocca, sono naufragati tutti i tentativi che, in un’ottica statocentrica e nazionale, hanno mirato solo a frazionarla e segmentarla. Smacco della diplomazia e, ancor più, fallimento di una politica che procede con il metro e con il calcolo. Gerusalemme non divide; al contrario, unisce.
...
Gerusalemme può divenire modello extrastatale e banco di prova di future lungimiranti relazioni fra i popoli.
Mi devo ricordare di citare la enciclopedia Treccani per aggirare il solito stereotipo/riflesso condizionato che scatena nei "sinistri" l'uso di Wikipedia:
Gerusalemme (ebr. Yĕrūshālayim; arabo Ūrushalīm o el-Quds «la città santa») Città della Palestina centrale, proclamata da Israele sua capitale.
...
Dopo la guerra del giugno 1967, che estese il controllo di Tel Aviv all’intera Cisgiordania, G. fu riunificata sotto la sovranità israeliana e nel 1980 l’annessione fu solennemente sancita da una ‘legge fondamentale’ che proclamò G. capitale ‘unita e indivisibile’ dello Stato di Israele.
Ora, la "trascendenza" citata dal Corriere si traduce semplicemente nel negare gli esiti dei conflitti "arabo-israeliani", che poi erano "proxy war" tra gli USA e l'URSS e negare l'esistenza e la sovranità dello Stato di Israele. Come dargli torto, se non deve esistere la sovranità dello Stato italiano, non si vede perché debba esistere quella di Israele. Se gli Italiani sono "cittadini del mondo" e chiunque può andare e venire a piacimento in Italia, non si vede perché non debba succedere lo stesso in Palestina. O no?

La "ottica statocentrica e nazionale".
Di questo si parla nel profondissimo articolo. La Gerusalemme delle fiabe, che si sottrae all'ordine degli Stati-nazione, è la trasposizione di quello che vorremmo fossero tutte la capitali europee. Alcune già lo sono, nel senso che Londra e Parigi sono rispettivamente capitali della Gran Bretagna e della Francia ma nei fatti sono entità extra-territoriali, separate etnicamente e culturalmente dal Paese in cui risiedono. Quando si incensa Milano in questi giorni lo si fa con la stessa logica, è la meno italiana delle città italiane ed è sempre più estranea al territorio circostante. Sempre più estranea anche a se stessa, alla sua storia.

Quindi sul Corriere si parla a nuora perché suocera intenda.
La parte più divertente è quella dove si scrive "non divide; al contrario, unisce". A Gerusalemme si accoltellano tra loro anche i monaci delle diverse confessioni cristiane che hanno l'incarico di sorvegliare i Luoghi Santi. Unisce nel senso che da duemila anni offre occasione di scambiarsi amichevoli e fraterne coltellate. D'altra parte l'articolo mica deve descrivere il reale, deve raccontare l'immaginario, deve vendere un prodotto. Ah non vedo l'ora che anche Roma si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e cosi cessi di essere "Roma Capitale" che viene sovvenzionata direttamente dal Parlamento italiano prelevando dalla fiscalità generale. Ah non vedo l'ora che anche la fiscalità generale si sottragga all'ordine degli Stati-nazione e "Equitalia" diventi "Equimondo" cosi da pagare le stesse imposte del Liechtenstein (ma mi accontenterei anche di quelle della Russia). Ah non vedo l'ora che alla signora Donatella di Cesare si estendano i "diritti" che hanno le donne della Gerusalemme impossibile da capitalizzare.

Barzelletta del giorno:
"Grasso: «Io guido il partito, non D’Alema» e presenta il simbolo. La risposta all’asserzione di Renzi su Liberi e Uguali."
Poi ci sono ugualini, uguali, ugualoni, ugualissimi.

domenica, dicembre 10, 2017

Un Papa che parla troppo

Parla troppo, a sproposito, in favore di telecamera.
Per Francesco, infatti, «impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari.
... contrastare i cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, combattere la povertà e promuovere lo sviluppo umano integrale
... la domanda che si fa il Papa: oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari come stanno? O per salvare il creato e l’umanità non è forse necessario tornare indietro? Pensiamo a Hiroshima e Nagasaki, la distruzione».
D'accordo, bisogna riempire tutti i riquadri del giornale, quando non i può scrivere della sorella di Caia che va a letto con Tizio, si pesca il jolly del Papa. Da parte sua al Papa chiedono di parlare di continuo e ad un certo punto anche lui finisce gli argomenti e allora mescola parole a caso.

Le "armi nucleari" vaporizzano con il calore, schiacciano con l'onda d'urto, irraggiano con le radiazioni ma lo fanno in maniera assolutamente "democratica", ispirandosi ai massimi principi di "giustizia sociale", infatti non discriminano in alcun modo le persone deboli e svantaggiate. Mi si dirà che il Papa voleva dire che le risorse spese per costruire armi nucleari sarebbero meglio investite per migliorare la condizione delle persone deboli e svantaggiate. Si, come qualsiasi cosa, come il computer che sto adoperando adesso, il cavo che porta il segnale al server di Google, il server e tutto il resto del circo. Come i grandi alberi di Natale e i centri commerciali. Come le messe, se smettessimo di celebrare messa e trasformassimo chiese e cattedrali in ricoveri e alloggi per persone deboli e svantaggiate... Inoltre, le armi nucleari sono state usate due volte. Dall'alba dei tempi fino a oggi sono state usate innumerevoli volte altre armi, dalla clava alle armi robotizzate passando per i gas nervini o agenti infettivi. Le due armi che probabilmente non solo hanno ammazzato più gente ma hanno anche causato le maggiori sofferenze alle persone deboli e svantaggiate sono state la lancia, un bastone con punta di metallo e il kalashnikov, arma concepita per armare eserciti "rivoluzionari" e strappare i mezzi di produzione alla borghesia, finita poi in mano a tutti i tagliagola sparsi per il mondo. Per qualche strana ragione al Papa non sembra un gran problema che si decapiti la gente con un coltello da cucina arrugginito ma solo l'idea che si ammazzi con un ordigno che, sempre per ragioni note a lui solo, è collegato ai "cambiamenti climatici", non i computer, non le luci di Natale, non il centro commerciale, non il fatto che tutti gli "n" miliardi di persone vogliono godere delle stesse comodità. No no, le armi nucleari.

Il Papa pensa a Hiroshima e Nagasaki. Bisognerebbe che qualcuno dei suoi segretari lo informasse che gli eventi citati risalgono alla prima metà del Novecento e siamo nel 2017. Da allora ad oggi, come ho scritto, non sono state usate armi nucleari, in compenso sono state costruite ed adoperate tutte le altre armi concepibili. Per esempio, ogni singolo bombardiere "invisibile" B2, senza nessuna arma a bordo, è costato più del doppio del suo peso in oro. Vogliamo fare il caso della Terrasanta, dove da Hiroshima in avanti sono state combattute un certo numero di guerre ufficiali e non-ufficiali, che hanno ammazzato e storpiato e creato milioni di persone deboli e svantaggiate? Per qualche strano motivo al Papa fa orrore solo la "distruzione" sul suolo nipponico del 1945. Dove per altro nel 2011 ci furono un terremoto e un maremoto, gentile omaggio della "provvidenza", che uccisero trentamila persone.

Vorrei potere dire che il Papa si dovrebbe limitare alle questioni di dottrina. Ma per il post precedente circa la patristica, farebbe poca differenza, l'unico vantaggio è che i paradossi non andrebbero a sbattere immediatamente contro l'evidenza dei fatti.

Tutelare la dignità delle persone.

Nota personale: perché esistono le armi nucleari? La risposta, per quanto ridicolo sia, è la stessa di quella che si da alla domanda perché si scalano le montagne? Perché sono li. Le armi nucleari si possono costruire, quindi ognuno le costruisce semplicemente perché lo fanno tutti gli altri. Paradossalmente sono le armi che hanno la probabilità minore di essere effettivamente usate perché, anche quando non esiste la possibilità che l'avversario replichi con la stessa arma, rendono il territorio colpito assolutamente inutile per l'aggressore, vanificando la prima motivazione di sempre per l'uso delle armi. Ergo, la logica del Papa è "n" volte fallata. Oltre l'ovvia considerazione che le persone non sono deboli e svantaggiate per via delle armi nucleari, queste sono anche il problema minore rispetto all'intero arsenale bellico che costa di più e viene poi effettivamente impiegato sempre e ovunque. Se anche non esistesse il complesso industriale-militare, a Caino non servì una vera a propria arma per ammazzare Abele, un sasso o un bastone servono egregiamente allo scopo.

mercoledì, dicembre 06, 2017

Privacy e Internet

Premessa: non ho alcun interesse e quindi competenza riguardo i furbofoni.

Il termine "privacy" si traduce in "riservatezza", ovvero nel fatto che una parte della vita di una persona deve rimanere riservata, non diventare di pubblico dominio.

Cominciamo dal principio, l'atto di connettersi ad Internet. Normalmente si fa tramite un abbonamento sottoscritto presso un "provider", cioè un fornitore del servizio di connettività. Il provider/fornitore compra all'ingrosso gli apparati necessari a consentire la connessione ad Internet o parti di apparati di altri enti e poi li rivende ai suoi clienti. In sostanza il provider può "vedere" tutto quello che passa dal punto di accesso e dal primo tratto di rete che controlla direttamente e infatti le autorità chiedono ai provider quando si interessano all'uso che fa di Internet una certa persona o di intervenire per impedire (più precisamente ostacolare) determinati usi "illegali". Sia lo "ascolto" che il "blocco" delle nostre attività da parte del provider si può aggirare col sistema di connettersi ad un "nodo" anonimo e da li in poi essere re-indirizzati verso gli indirizzi di rete a cui vogliamo effettivamente collegarci, tramite una connessione criptata. Grossomodo è il sistema alla base di TOR e delle VPN. Il guaio è che il provider, quando non "legge" cosa sta succedendo, vede però che stiamo usando un sistema per "nascondere" il traffico reale e quindi, volendo, può cercare di impedire (o ostacolare) il primo passaggio, quello con cui ci si collega al "nodo".

Dipoi andiamo ad esaminare cosa succede quando si "naviga" dentro Internet. Il meccanismo funziona cosi, il nostro browser manda una serie di richieste a dei server che inoltrano la richiesta ad altri server oppure rispondono inviando l'oggetto richiesto. Capite da voi che tutti questi server, sia lungo la catena che alla estremità finale della connessione, possono tenere traccia delle richieste, dei dati di chi richiede e di cosa ha richiesto. L'elemento favorevole è che l'indirizzo IP che identifica sulla rete il dispositivo che state adoperando di solito è "dinamico", cioè viene assegnato dal provider ogni volta che ci si collega ad Internet pescando a caso da un "pool", cioè da un gruppo di IP. Questo significa che per sapere chi stava usando quel dato IP in un dato momento bisogna chiedere al provider e questa richiesta deve venire dall'autorità nazionale preposta, non è una informazione di pubblico dominio. Fanno eccezione di solito le connessioni dall'interno di aziende e scuole, che invece su Internet appaiono con un IP "statico", assegnato dal provider una volta per tutte, condiviso tra tutti quelli che si collegano dall'interno della rete aziendale e l'azienda o la scuola non ha difficoltà a risalire alla postazione e presumibilmente a chi la sta adoperando. Il rimedio (che di solito non vale dall'interno di aziende e scuole) è lo stesso del caso precedente, in aggiunta a TOR e VPN si possono usare anche dei "proxy anonimi", cioè dei server che fanno da tramite nascondendo le informazioni (IP, configurazione) del vostro dispositivo, senza l'aggiunta della connessione criptata.

Esiste un altro livello, cioè le informazioni che vengono fornite dal browser che adoperate al server con cui "dialoga", in maniera palese o anche occulta, ovvero senza il vostro intervento. Banalmente il server può chiedere al browser qual è la configurazione del dispositivo che adoperate, questa richiesta può servire per adeguare la risposta del server a quella configurazione ma anche a "identificare" il vostro dispositivo. Inoltre e questa è la cosa più fastidiosa, il server può scrivere dentro il vostro dispositivo dei "file" che poi possono essere letti dallo stesso server o altri server consociati per identificare il dispositivo e anche per tenere traccia di operazioni precedenti. Qui si può ovviare configurando opportunamente il browser per non presentarsi con un "profilo" identico tutte le volte e per cancellare i file "memorizzati" (history) quando si termina una sessione.

Infine, l'accesso ad un servizio come "utente registrato". Facciamo il caso che io mi colleghi ad Internet e poi entri dentro Blogger col mio account Google per scrivere un post. Da quel momento in poi Google, avendo scritto gli opportuni file dentro il mio computer, mi vede come Lorenzo. QUALSIASI cosa io faccia da quel punto in avanti, anche se chiudo la pagina di Blogger. Significa che se entro in Youtube Google registra quali video sto guardando, se faccio una ricerca qualsiasi, registra cosa ho cercato, se ho una interazione con un altro utente registrato, chi è, che tipo di informazioni ci scambiamo e come, eccetera. Non basta, tutti i siti "consociati" a Google possono riconoscermi allo stesso modo. Questo è il "valore" che le società che offrono "servizi gratuiti" su Internet ricavano dal servizio medesimo, ovvero il monitoraggio dei comportamenti e delle abitudini degli utenti registrati sulle loro "piattaforme", cioè il "profiling", la definizione di un "profilo", senza che l'utente ne sia consapevole. E' un valore perché il "profilo" dell'utente e degli utenti con cui si relaziona (secondo la definizione impropria di "social network") viene venduto alle aziende che fanno pubblicità su Internet e/o vendono servizi e prodotti. Ovvero, l'utente Lorenzo ha l'hobby degli aquiloni, gli verranno mostrate pubblicità correlate e idealmente venduti servizi e prodotti che lo possono interessare. A questo si rimedia in vari modi. Si può "navigare" solo dopo avere chiuso la connessione come "utente registrato" e cancellato la "history". Si può utilizzare un motore di ricerca diverso da Google. I possono "isolare" le pagine in modo che Youtube non possa leggere i file memorizzati da Blogger (vedi estensione di Firefox Multi-Account Containers), si può filtrare entro certi limiti cosa il browser scarica dai vari siti e bloccare certe operazioni, in entrata e in uscita (vedi uBlock/uMatrix).

Ovviamente qui stiamo ignorando sia l'eventualità che il software di proposito compia delle operazioni "maligne", per esempio che il browser crei un identificativo univoco che si può consultare (tipo Chrome, ahah) o che ci pensi il sistema operativo o peggio il firmware, sia che esista l'eventualità di controllare il vostro dispositivo elettronico dall'esterno.

Comunque non vi sfugga che tanto più è "social" un certo "network", tanto maggiore è la profilazione a cui sottopone gli utenti registrati e quindi tanto minori saranno i contenuti accessibili dagli utenti non-registrati, cioè verso Internet in generale. In questo consiste l'inganno del concetto stesso di "social network", in realtà non si tratta di una rete che collega tra di loro dei "peer", cioè dei pari ma di una rete nella quale qualsiasi connessione tra due utenti è veicolata. mediata, da un intermediario e questo intermediario fornisce il servizio "gratis", ovvero consente e facilita la parte "social" in cambio delle informazioni che estrae dal monitoraggio che esegue sul comportamento degli utenti. Diciamo che è come "incontrarsi" con qualcuno stando in due stanze diverse ed usando una terza persona che porta i messaggi da uno all'altro (e quindi legge, guarda, ascolta tutto quello che succede). Mentre Internet è come telefonare, non a caso in origine la connessione tra due dispositivi si realizzava proprio con una normale telefonata.

Demenza quotidiana nei titoli

Un italiano su tre è a rischio povertà, soprattutto se risiede al Sud e vive in famiglie numerose o di origine straniera.
Papa Francesco su Gerusalemme: In Terra Santa vanno riconosciuti i diritti di tutti.

A proposito del Papa, particolarmente divertente questo articolo:
Papa corregge il Padre nostro «Dio non induce in tentazione Traduzione è sbagliata»

Non è mai Dio a tentarci, quell’«indurci» è «una traduzione non buona», dice Francesco, nell’ultima versione Cei si legge «non abbandonarci». Il senso è: «Quando Satana ci induce in tentazione, tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano».
Ah bé, allora problema risolto. Dio crea tutto, l'universo, Satana e l'Uomo, poi sta a guardare lo spettacolo del "libero arbitrio" e noi lo preghiamo perché non ci abbandoni. E' un concetto che logicamente funziona benissimo. Funzionava benissimo già al tempo di Agostino di Ippona, che risolve la faccenda ridefinendo la dualità "bene/male" (Dio/Satana) in una minore o maggiore "rarefazione" del bene, da cui Satana non è anti-Dio, è solo un bene molto più rarefatto, quantitativamente minore. Comunque bene perché da Dio può emanare solo quello. Di seguito trattazione più articolata dell'articolo del Corriere, che si conclude con l'inevitabile considerazione che il concetto di Dio è irrazionale, ovvero inconoscibile e, soprattutto nel nostro caso incomunicabile. Altrimenti, non sarebbe necessaria la fede del "credo quia absurdum".

lunedì, dicembre 04, 2017

Ancora sul Meticciato

Il sapere critico che chiamiamo 'Storia' ci dice che anche il meticciato per essere fenomeno evolutivo ha bisogno di un habitat adeguato che dobbiamo costruire politicamente.
Racconti, Augias: "Gli italiani nella sfida del meticciato".

Prego notare il sottile paradosso nel quale si rotolano quelli che credono si saperla lunga: la affermazione per cui gli Italiani non esistono come etnia, come Popolo e come Nazione perché frutto di migrazioni, invasioni, mescolanze, quindi si tratta solo di una figura retorica, un gioco intellettuale, una invenzione. Nello stesso tempo si afferma che gli Italiani, che non esistono in quanto tali, da sempre "cittadini del mondo", si trovano davanti alla "sfida del meticciato" e che bisogna costruire politicamente lo "habitat adeguato", cosa che logicamente non sarebbe necessaria se la prima affermazione fosse vera, il meticciato sarebbe la condizione naturale degli Italiani e non bisognerebbe obbligarli.

Una cosa purtroppo è palese. Il livello di perversione a cui sono assuefatti gli Italiani è tale per cui ormai sono in grado solo di vivere vite perverse, pensare e dire cose perverse. Oltre al dispiacere per il futuro che aspetta i bimbi, c'è un po' di rabbia nella consapevolezza che niente di tutto questo accade "naturalmente", come sopra, è l'habitat adeguato, costruito politicamente. Non da ieri o l'altro ieri, da decenni. C'è chi paga e dà le direttive, chi esegue e viene pagato, chi plaude senza capire, chi pensa a godere, chi subisce con lo scarpone sul collo.

Nel frattempo: pensiamo alle cose importanti.
Certo, adesso per fare la Carta di Identità "elettronica" ci vogliono tre mesi ma "il Blockchain nella Pubblica Amministrazione, il cambiamento culturale ci sarà, punto, non è in discussione". Bello il professor Prodi quando mi raccontava che di avere sottoscritto l'Euro solo perché si doveva scommettere sulla inevitabile unione politica degli Stati europei, altrimenti non avrebbe potuto funzionare. Toh, ecco, problema risolto da Renzi (e Grillo) col Bitcoin.

sabato, dicembre 02, 2017

Bloccare contenuti con Firefox

Preambolo.
A partire dalla versione 57 Firefox non è più compatibile con le "estensioni classiche" ma solo con quelle sviluppate sulla base delle API "webextensions", che sono più o meno analoghe alle estensioni di Chrome.

Bloccare i contenuti (diciamo la "pubblicità") con Firefox significa utilizzare una estensione (o "addon") che, a partire da una lista di "regole", blocca il caricamento degli oggetti di varia natura che sono contenuti nelle pagine che vengono visualizzate dal browser. Gli stessi contenuti si possono "nascondere" modificandone gli attributi CSS ma questa opzione è puramente cosmetica.

Fino a qualche tempo fa utilizzavo l'estensione Adblock Plus.
Questa estensione si componeva di due parti, una dove si potevano scegliere quali liste pre-definite utilizzare e una, che per me rappresentava la ragione d'essere della estensione, tramite la quale si poteva "ispezionare" il codice della pagina in modo da localizzare gli oggetti in questione e scrivere le regole "personalizzate" per bloccarli. Ad un certo punto lo sviluppatore di questa estensione fondò una società per "commercializzarla", cosa che si risolse nell'aggiunta di una lista di "pubblicità accettabili", ovvero le agenzie pubblicitarie che rispettano determinati criteri "non-invasivi" possono sottoscrivere una specie di "abbonamento" in modo da essere incluse in questa lista. La lista "annulla" il blocco eventualmente impostato dalle liste usate dall'utente dell'estensione. Fortunatamente la lista delle "pubblicità accettabili" si poteva disabilitare nelle impostazioni.

L'abbandono delle "estensioni classiche" di Firefox in funzione delle estensioni "tipo Chrome" ha costretto l'azienda che sviluppa Adblock Plus a cestinare la versione precedente e a fare un "porting" della versione per Chrome, la quale in sostanza manca completamente della seconda parte descritta sopra, quella che assiste l'utente nella compilazione delle proprie regole per filtrare i contenuti. Ergo, praticamente l'unica modalità d'uso attuale consiste nel sottoscrivere le liste pre-definite e per me questa modalità è troppo limitata.

A questo punto sono passato a uBlock Origin.
La storia di UBlock Origin è completamente differente e questo è evidente da come l'estensione funziona. In origine era parte di una estensione più complessa che includeva una specie di "firewall", questa parte è stata scorporata in un'altra estensione chiamata uMatrix.

uBlock Origin ha due modalità di funzionamento.
La prima è quella predefinita/automatica e assomiglia ad Adblock Plus nel senso che include una serie di opzioni tramite le quali si selezionano le liste pre-definite, che incidentalmente sono le stesse usate da Adblock Plus. Sono chiamate "regole statiche" perché filtrano il codice di tutte le pagine usando delle "parole chiave". La differenza è che uBlock consente una maggiore personalizzazione delle liste e di come vengono adoperate e che non c'è nessuna lista di "pubblicità accettabili". In questa modalità l'utente non deve fare niente.

Attenzione: più liste caricate, più risorse di RAM e CPU l'estensione andrà a consumare. Vi suggerisco di disabilitare le regole "cosmetiche" (in due punti nelle opzioni) e di limitare le liste predefinite a quelle "proprietarie" di uBlock più le tre generali "Easylist".

La seconda modalità viene abilitata selezionando "sono un utente avanzato". In pratica aggiunge alla modalità "tipo-Adblock Plus" quello che l'autore chiama "filtraggio dinamico" e che in sostanza è una versione semplificata del "firewall" di uMatrix. Stringendo, si intende la possibilità di bloccare le connessioni in ingresso che provengono dalla lista di URL/indirizzi che il browser contatta a partire dalla pagina e che viene visualizzata dall'estensione cliccando sulla icona.


La interfaccia presenta una "tabella" di righe con in alto le categorie di oggetti che si possono bloccare e in basso la lista degli URL/indirizzi e di colonne che consentono rispettivamente di bloccare (rosso), fare passare da sopra a sotto (grigio), disattivare le liste statiche (verde), divise in due, a sinistra "globali" e a destra "locali" (cioè valide solo per il sito). Le celle "trasparenti", cioè rossine, verdine, grigine, ereditano lo stato da quelle sopra, quindi da globale a locale, da sinistra a destra.

Facciamo un esempio: apro l'interfaccia, vado sulla riga "script di terze parti", significa le funzioni JS che il sito "A" esegue caricandole da altri siti "B", "C" e "D". Clicco in modo da fare diventare rossa la cella di sinistra. In questo modo ho impostato uBlock per bloccare tutti i JS di terze parti in modalità "globale", cioè per tutti i siti.

Adesso guardo sotto e vedo l'elenco degli indirizzi da cui il browser scarica degli oggetti. Mettiamo che tra questi ci sia "mario.it". Se voglio fare in modo che gli script siano scaricati da "mario.it" ed eseguiti per tutti i siti che visito, nonostante il "blocco globale" impostato sopra, devo marcare la cella di sinistra in grigio. Se invece voglio che siano scaricati ed eseguiti solo nel sito che ho aperto in questo momento, devo marcare la cella di destra in grigio. Per tutti gli indirizzi, quando non sono sottoposti alle regole "dinamiche" impostate tramite la "tabella", quindi anche se sono celle "grigie", rimangono valide le regole "statiche" delle liste.

uBlock Origin è concepito dall'inizio nella modalità "come Chrome" e quindi manca degli strumenti per ispezionare le pagine. Per fortuna ha una finestra di "log", che si attiva coll'apposito bottone (secondo in alto da destra). Il log non visualizza nulla se non si ricarica la pagina e per vedere quali sono gli oggetti bloccati (e come/da cosa sono bloccati) bisogna imporre il filtro "|--" (senza virgolette).

Per la maggior parte degli utenti uBlock si può usare nella prima modalità che è la stessa di Adblock Plus col vantaggio di un ipotetico minore consumo di risorse (che però io non posso verificare) e del fatto che non ci sono le "pubblicità accettabili". Il vantaggio di adoperare la seconda modalità consiste nell'aggiunta di una funzionalità tipo "firewall" che emula anche per certi versi l'estensione NoScript.

Documentazione qui.

Nota: il "plus" e lo "origin" sono aggiunte causate da liti tra sviluppatori e conseguenti "fork", cioè separazioni in due estensioni diverse da un predecessore comune. Questo significa che è tutta roba che adesso c'è e domani boh. Capisco che per chi non è interessato ai tecnicismi sia tutto uno sbattimento privo di senso.

giovedì, novembre 30, 2017

Sostenibilità

Una parola che va di moda. Vediamone uno dei pochi significati concreti:

Trovo questo altro articolo sul Corriere, a firma Gian Antonio Stella
«L’obiettivo di una sinistra di governo dovrebbe essere quello di rimuovere le ineguaglianze, non di difendere un sistema previdenziale iniquo piegato alla logica della sostenibilità finanziaria», ha detto Susanna Camusso in un’intervista a Roberto Mania. Rileggiamo: un governo non dovrebbe essere «piegato alla logica della sostenibilità finanziaria».
... non si poneva il problema nessuno. Basti per tutti la tesi del dicì Carlo Borra (NDR in Parlamento dal '63 al '76) dopo una stretta: «Purtroppo è rimasto inalterato il carattere fondamentalmente contributivo della pensione, mentre solo l’elaborazione di una pensione-base finanziata dall’intera collettività mediante il prelievo fiscale potrà consentire la realizzazione dell’obiettivo finale di una pensione pari all’80% dell’ultima retribuzione»
Sono interdetto. Il Corriere pubblica come se niente fosse i "segreti di Fatima" su cui si fonda tutta la Storia della nostra repubblichetta, inclusa la faccenda della "flessibilità" che andiamo chiedendo alla "Europa". La notiziona del giorno però non è questa, è il ritorno del Fascismo sullo sfondo del popolare caso di Cronaca Nera. Io mi porrei il problema degli obbiettivi della "sinistra di governo", in sostanza sembra che si riduca tutto nel "rimuovere le ineguaglianze", qualsiasi esse siano, non importa come, a qualsiasi prezzo. Mentire per esempio non costa niente.

(Consiglio lettura post precedente su "fake news" e "pensioni").
Devo ammetterlo, mi fa un po' male che il signor Stella sia pagato per scrivere sul Corriere le stesse cose che scrivevo io anni e anni fa, prendendo in cambio ogni sorta di insulto.

mercoledì, novembre 29, 2017

Italia migliore

Renzi, sono contenta di appartenere all'Italia migliore!
Pensa come deve essere l'Italia peggiore.

Siccome non siamo qui a pettinare le bambole, ecco il Caro Leader dell'Italia Migliore:
Intervista a Matteo Renzi
No, non è un'altra delle sue esibizioni in inglese, le smorfiette e le "fake news" (vedi post precedente) qui le vedete in italiano.

lunedì, novembre 27, 2017

Fake news e le pensioni

Ovvero, la triste vita del profeta in patria.
Leggo un articolo del signor Fubini sul Corriere e comincio dal fondo.
A mettere in circolazione fake news in Italia ci pensa chi dovrebbe governarla.
Ma va? A parte che non è tanto vero perché le fake news appartengono al "programma" di partiti e finte associazioni, come vedremo poi, chiediamoci per conto di chi vengono messe in circolazione queste "fake news". Chiediamoci perché gli Italiani votavano (votare è un vizio di cui ci stiamo liberando) questi personaggi. Comunque, cominciamo:

Il due febbraio scorso Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha assicurato: «Il sistema previdenziale italiano è sostenibile nel lungo periodo ed è in equilibrio». Il 15 febbraio lo stesso Poletti si è spinto un passo più in là: «Il settore previdenziale è in attivo».
Non basta, perché:

In estate ha ripetuto quasi esattamente le stesse parole Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil: «Il sistema è in equilibrio, il problema semmai è l’evasione».
Il signor Fubini, bontà sua, scrive:
Contro-riforma delle pensioni (cioè tornare al vecchio andazzo tutto a tutti) ... sarebbe però il caso di chiedersi se il presupposto è vero. Il sistema è davvero «in equilibrio»?
Una persona normale penserebbe che i bilanci degli enti pubblici siano disponibili, anzi, che siano le stesse amministrazioni a illustrarli alla cittadinanza. Ovviamente non è cosi, tutto è opportunamente oscurato. Allora il signor Fubini cita "... un documento del quale il governo italiano è co-autore: «Il rapporto sull’invecchiamento» che la Commissione Ue pubblica a intervalli regolari; l’ultimo, del 2015, copre i costi delle pensioni e le proiezioni dal 2013 al 2060."
Ecco l’«equilibrio» del sistema pensionistico in Italia che emerge da quel rapporto: ogni anno, la spesa per le pensioni pubbliche supera i contributi versati di 88 miliardi di euro. (NDR: nel 2016 INPS spendeva 272 miliardi se non erro, ergo diciamo un terzo). Si tratta dello scarto più vasto dell’Unione europea dopo quello dell’Austria, come mostra il grafico in pagina. La differenza fra quanto lo Stato riceve in contributi previdenziali e quanto versa in pensioni viene colmata grazie alle tasse e al deficit pubblico. [...] lo scarto fra contributi versati e pensioni da pagare nel 2060 sarebbe pari al 3,2% del reddito nazionale, 54 miliardi di euro attuali.
Non vi basta ancora? Bene, infatti c'è di più. Ecco che futuro prevede il rapporto di cui sopra:
L’ammanco contributivo potrebbe però diventare più grande di così, perché le proiezioni adottate a Bruxelles purtroppo potrebbero rivelarsi ottimistiche per l’Italia: prevedono che ogni donna passi dal partorire in media 1,43 figli a 1,61 (ma dal 2013 il tasso di fertilità è sceso a 1,34); e immagina che l’immigrazione contribuisca a un aumento di popolazione da 60,3 milioni di abitanti nel 2013 a 67 milioni nel 2040
Io sono qui da molti anni a dire e ridire che il sistema previdenziale è una delle tante menzogne "cattocomuniste" che gli Italiani si fanno raccontare e si raccontano a vicenda. Me ne hanno dette di tutti i colori in questi anni perché guai a mettere in dubbio che il mondo "cattocomunista" sia il migliore dei mondi possibili. La cosa tragica e insieme divertente è che le cose scritte da Fubini non sono mica una novità, erano già vere quando io andavo alle elementari. Questo la dice lunga sulla "qualità" degli Italiani e di chi li rappresenta e li governa.

Matteo Renzi - Le fake news
La parte pregnante è al punto 19:50.

sabato, novembre 25, 2017

Violenza sulle donne ennesimo paradosso

Leggo che il signor Grasso, figura di spicco della "sinistra" che si ispira alla tradizione del PCI, si è scusato a nome degli "uomini" per le violenze da questi perpetrate a danno delle donne. Eccoci all'ennesimo paradosso dell'egualismo.

Io e il signor Grasso non siamo "uguali" e il signor Grasso non ha ne motivo ne titolo per scusarsi a nome mio di una cosa di cui io non sono responsabile. Io non eredito nessuna "responsabilità collettiva" dalla categoria "uomini" e non ho nessuna "colpa collettiva" verso la categoria "donne". Se ho delle colpe di cui devo rispondere sono solo mie personali e sono rivolte a singole persone, non intere categorie astratte.

Inoltre, mi sembra evidente che quando qualcuno dice "gli uomini sono [qualsiasi cosa, ad es. "sessisti"] questa è una discriminazione esattamente come dire "le donne sono [qualsiasi cosa]", quindi si usa una discriminazione per eradicare una discriminazione.

Ora, il lettore che viene dalla direzione grassiana mi dirà "tu sei il primo a fare queste generalizzazioni". A parte che io non sono "cittadino del mondo" e ho dei "confini" ben definiti, quindi non sono tenuto alle convenzioni grassiane, quella obiezione tradisce un difetto nel ragionamento. Quando io osservo che fino al 1981 il Codice Penale concedeva una attenuante all'uomo che uccideva moglie, figlia, sorella per lavare l'onta al suo onore, non sto esprimendo un giudizio, cioè non sto dicendo che era una cosa buona e giusta, sto descrivendo un fenomeno, che era una situazione pregressa, cioè che risaliva a secoli addietro e che c'erano e ci sono ragioni antropologiche, etologiche, evolutive, ovvero non si trattava di un "vizio", di una "perversione".

Sul Corriere leggo:
Abbiamo invitato gli uomini a non tacere. A non sentirsi esclusi dalla violenza degli altri e intervenire parlando agli altri uomini, #dauomoauomo. Quelli che hanno risposto non sono attivisti maschili impegnati nella ricerca di una diversa virilità. Hanno partecipato inviando i loro video manager delle aziende dove la diversity ha sviluppato percorsi sulla parità. Studenti cresciuti senza confini che indignandosi sulla violenza sentono di non appartenere alle distinzioni. Sono voci maschili, note e meno note, che nella coralità rappresentano un pezzo di un percorso da poco iniziato. L’imperativo è: cambiare i linguaggi, cambiare i comportamenti.
Vado ad elencare i concetti aberranti:
1. non sentirsi esclusi dalla violenza degli altri.
Come sopra, la violenza degli altri mi riguarda solo nel momento in cui sono chiamato a reprimerla con violenza uguale (meglio superiore) e contraria. Non mi riguarda certo nel senso che io ne devo rispondere come gli altri.
Viceversa, ogni singolo musulmano dovrebbe rispondere della "violenza degli altri" musulmani ma allora perché in quel caso ci affanniamo a distinguere, a negare le generalizzazioni?
2. una diversa virilità.
La "diversa virilità" è un corollario della "diversa umanità". Da cui qui stiamo dicendo che questi signori si sentono in diritto, titolati a riprogettare gli esseri umani. Come dire, abbiamo a che fare con personcine umili, modeste.
3. la diversity.
Leggo sul dizionario: "the inclusion of individuals representing more than one national origin, color, religion, socioeconomic stratum, sexual orientation, etc." e non capisco, the inclusion da dove in cosa, come e perché? In linea teorica si dovrebbe affermare che una persona deve essere giudicata dalle sue azioni, nel caso dell'ambito lavorativo dai suoi meriti, abilità, competenze, talento e non giudicata dall'aspetto, religione, genere. Si intende questo con "the inclusion" oppure si intendono le famose "quote" per cui in un gruppo di X persone ci devono essere per legge Y neri, K donne, W musulmani a prescindere da qualsiasi considerazione di merito?
4. studenti cresciuti senza confini.
Viva il mondo nuovo senza Popoli e Nazioni. Torniamo al progetto di re-ingegnerizzare l'umanità. Cito il signor Scalfari, profeta di questo futuro: "il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana."
5. sentono di non appartenere alle distinzioni.
Cioè si distinguono perché non si distinguono. Ma allora il signor Grasso perché si scusa a nome di una distinzione che non ha ragione d'essere? Se non sente di appartenere alla categoria "uomini" distinta dalla categoria "donne", non dovrebbe dire "io sono una persona" e basta? Poi, portando avanti la stessa logica, se non si distingue più tra me e il signor Grasso, perché distinguere tra vittima e carnefice, tra agnello e macellaio? Ogni cosa è tutte le altre cose nello stesso momento.
6. l’imperativo è: cambiare i linguaggi, cambiare i comportamenti.
Vincere e vinceremo! Ah no, scusate, quelli erano i Fascisti. Non apparteniamo alle distinzioni.

Altre due considerazioni banali.
Non capisco cosa vogliono le donne, ovvero perché nella "uguaglianza/parità" ci deve essere una "differenza/disparità". Se io e una donna siamo uguali, visto che quando qualcuno mi fa violenza a nessuno viene in mente di creare la categoria "violenza contro i Lorenzi" o introdurre l'aggravante del "lorenzicidio", perché le donne mentre affermano di essere uguali/pari a Lorenzo, si aspettano di essere considerate diverse?
In seconda battuta, io affermo che ogni uomo è diverso e ogni uomo risponde solo per se stesso. Da questo deriva che ogni donna è diversa e risponde per se stessa. Risponde delle scelte che fa, quindi quando questa donna sceglie di accompagnarsi con uno psicopatico invece che con quel pirletta del Lorenzo, perché poi chiede a Lorenzo di scusarsi se lo psicopatico la bastona?

giovedì, novembre 23, 2017

Firefox 57 o Quantum

Interesserà a pochi ma lo scrivo lo stesso.
Premessa, Mozilla ha rilasciato la versione 57 di Firefox che contiene alcuni dei componenti del Progetto Servo e questi componenti consentono un migliore utilizzo delle moderne CPU multi-core, svolgendo alcune delle attività del browser in parallelo invece che in sequenza. Si tratta anche della prima versione che non supporta più le "estensioni classiche" (che usavano XUL o JetPack) ma solo quelle sviluppate a partire dalle API delle "webextensions", comunque io vi consiglio di non usare nessuna estensione a prescindere perché degradano le performance del browser.

Vi suggerisco di salvare i "bookmark" (noti come "preferiti") e disinstallare Firefox cancellando anche il profilo della versione precedente. In alternativa, potete disinstallare Firefox, installare la versione nuova e poi in seconda battuta cancellare il profilo, chiudere e riaprire in modo che Firefox ne crei uno nuovo da zero. Alla fine dovrete ovviamente riconfigurare Firefox e importare i "bookmark" salvati. Il "Profile Manager" vi sarà comunque utile ogni volta che vorrete aggiungere o rimuovere un profilo (ad esempio profilo "casa", profilo "lavoro").

Lo scopo di questa manfrina è partire con un profilo "pulito", stanti le differenze tra le versioni.

Una volta configurato Firefox vi raccomando di abilitare l'opzione "Tracking Protection" (Protezione Antitracciamento). Serve a "snellire" il caricamento delle pagine bloccando alcuni indirizzi da cui quasi tutti i siti caricano delle funzioni usate per memorizzare certe informazioni su quello che fate quando siete collegati. Ci sono due liste, quella che blocca più indirizzi facilmente causa dei problemi nei siti dove vi dovete registrare con un vostro utente, quindi o scegliete la lista che blocca meno oppure potete disabilitare del tutto la funzione sul sito dove avete dei problemi.

La faccenda delle pubblicità si può risolvere o con una estensione come uBlock Origin, al prezzo come dicevo sopra di una degradazione delle performance di Firefox, oppure usando un file "host", nel qual caso il "filtro" bloccherà meno "oggetti" ma sarà a carico del Sistema Operativo e non di Firefox. Usare il file "host" significa fare una copia di quello in uso (dove si trova dipende dal vostro Sistema Operativo) e usare un editor di testo (coi permessi di root/amministratore) per aggiungere le linee degli indirizzi da bloccare. Vi consiglio di farlo a mano perché gli automatismi vi tolgono il controllo su quello che succede sul vostro dispositivo.

Infine, vi segnalo questa estensione di Mozilla. Lo scopo della estensione è di separare le pagine confinandole in "contenitori" in modo che le informazioni salvate da un sito dentro un contenitore non siano accessibili ad un sito dentro un altro contenitore. Prego notare che la "separazione" non è la stessa che si ottiene con due profili diversi di Firefox.

lunedì, novembre 20, 2017

Passeggiata ad Artavaggio di Novembre

Foto di Giuseppe in ordine sparso
con la gentile partecipazione de
la neve di due settimane fa











Avanti miei prodi


Noi siamo i puffi blu

mercoledì, novembre 15, 2017

Vi odio tutti siate maledetti

Carta di Identità.
Quando andavo all'università il Comune, per venire incontro ai tanti vecchi del quartiere, aprì un piccolo Ufficio Anagrafe distaccato dove potevi chiedere copia di certificati e fare la Carta di Identità in dieci minuti. Avanti veloce, Anno di Grazia 2017. Vado in banca e mi dicono che la Carta è scaduta. Dato che lo sportellino di quartiere nel frattempo è sparito, nella mia ingenuità mi reco a fare la fototessera nell'unico negozio di fotografo aperto di tutta la città e poi vado in Comune. Prendo il numerino.

Non facevo i conti col "progresso".
La Carta di Identità cartacea è stata sostituita dalla Carta di Identità Elettronica. La Carta Elettronica non viene più rilasciata dall'ufficio comunale ma dal Ministero degli Interni e viene stampata dalla Zecca di Stato, poi viene spedita per posta dopo circa una settimana. Allora per facilitare le cose ti obbligano a prendere appuntamento all'ufficio dove ti prendono le misure, comprese le impronte digitali, tramite il sito Web del Comune, non c'è modo di andare di persona allo sportello col numerino.

Qui viene il bello.
Il sistema di prenotazione del Comune prima ti chiede nome, cognome, email e numero di telefono, poi ti dice che non ci sono date disponibili per i prossimi trenta giorni. C'è un pulsante "cerca data disponibile" e, guarda un po', si limita a ricaricare il riquadro con scritto che non ci sono date disponibili. Qui il vecchietto, quell'uno su un milione che è riuscito ad arrivarci, ovviamente si arrende. Invece io insisto e provo a selezionare manualmente una data oltre quaranta giorni. Non succede niente allora ripigio "cerca data disponibile" e finalmente il sistema mi consente di prenotare per il 18 Gennaio.

Si avete letto bene. Oggi è il 15 Novembre, per rinnovare la Carta di Identità devo prendere appuntamento e la prima data disponibile secondo il sistema di prenotazione del Comune è il 18 Gennaio, ovvero tra oltre due mesi. Mi arrendo. L'Italia deve sprofondare nell'abisso, non ci meritiamo niente altro.


Sito del Ministero dell'Interno - Carta di Identità Elettronica.
Però ci sono le "app". Cito:
... un fattore abilitante per la fruizione di ulteriori servizi a valore aggiunto, in Italia e in Europa ...

martedì, novembre 14, 2017

Integrazione, come ci siamo arrivati

Ho trovato questo interessante articolo che fa un riassunto di storia patria e perfeziona il contesto del post precedente:
Chi ha ingrassato il debito pubblico?
... il debito pubblico è il risultato di un’avversione politica al capitalismo e al liberismo che si radica nelle culture dominanti del Bel Paese all’indomani della seconda guerra mondiale. Nel 1946 s’incontrano “due solidarismi”, quello democratico cristiano e quello comunista ...
Anno 2017, siamo ancora alle prese col PD.
Si, sono cose dette e ridette ma con mia continua sorpresa, incontro ogni giorno qualcuno che non ha mai sentito parlare.

Italia di pensionati


Foto IlSole24Ore


Ape sociale.

Pensioni, piano in sette punti del governo.

L'Italia non funziona perché è una enorme menzogna che contiene tante menzogne più piccole. L'esistenza in vita degli Italiani dipende dai "partiti" e dalla loro emanazione "sindacale", a prescindere da qualsiasi considerazione di ordine razionale, logica e morale. Una delle tante balle colossali che ci raccontiamo è quella del "sistema pensionistico" che in sostanza consiste in un vitalizio garantito dallo Stato che è del tutto arbitrario, ovvero non dipende da un "contratto" che lega un ente gestore che fornisce un servizio e un sottoscrittore che, tramite versamenti, accumula un capitale ma dipende dalla "benevolenza" del "leader" di turno. La pensione è un "diritto" affermano. In realtà è una "concessione", una "regalia". Il "diritto", come tutti gli altri "diritti" di cui si straparla, si ottiene col voto di scambio, manifestando solerte obbedienza al sopracitato "leader" e ai suoi accoliti, da cui ridicolissima pantomima del "confronto" coi "sindacati".

Se fossimo un Popolo e se fossimo un Popolo dotato di un minimo di dignità, aboliremmo i famosi "contributi" per includere semplicemente le somme necessarie a pagare le pensioni/vitalizi ogni anno all'interno della fiscalità generale. Aboliremmo anche i "sindacati" che sono solo l'ennesimo espediente per piazzare amici e parenti la dove si controlla l'erogazione della Spesa Pubblica. Ripensandoci, aveva tutto il senso del mondo il "sistema retributivo" invece di quello "contributivo". Ovvero, come decidere se pagare il vitalizio X o Y alla tale persona? La menzogna evidente è che il vitalizio dipenda dalla somma accantonata. Allora, se è invece lo Stato a farsi garante del vitalizio, indipendentemente da tutto, ha più senso discriminare i "pensionati" sulla base del "tipo di lavoro", cioè non tanto sulla natura opinabile della "fatica" compiuta ma sull'ammontare dello stipendio. Te facevi il muratore, guadagnavi tot, lo Stato ti paga un vitalizio tot, tu invece facevi l'impiegato, guadagnavi tot, lo Stato ti paga tot. Si potrebbe anche discriminare sulla base del peso o del colore dei capelli, un criterio arbitrario vale l'altro.

Certo, il "sistema retributivo" ideale fa in modo che sia lo Stato a decidere non solo il vitalizio che ti spetta da pensionato ma anche lo stipendio che ti spetta quando sei in attività. Adesso è vero che ci sono i "sindacati" che si incontrano coi Ministri ma siccome purtroppo non siamo tutti dipendenti pubblici, esiste anche il tremendo "datore di lavoro", il quale tende a subordinare i "diritti del lavoratore" non tanto alla obbedienza al "leader" quanto a criteri economici. L'unica entità in questa commedia che si preoccupa del dare e avere, tutti gli altri ragionano come chi spende i soldi altrui e può si indebitare all'infinito. Nella vecchia e cara Unione Sovietica, Paradiso dei Lavoratori, in linea di principio il muratore guadagnava quanto il neurochirurgo o meglio, lo Stato dava ad ognuno secondo le sue necessità. Invece qui siamo bloccati nel dilemma del lavoro che viene pagato poco anche se implica la massima "fatica" a cui poi lo Stato deve rimediare facendosi carico della "giustizia sociale".

Allora mi domando perché lo Stato nella persona del signor Gentiloni, il Caro Leader degli Italiani in questo momento, non mi espropria tutto in una volta dei miei averi per gestirli al posto mio garantendo la "giustizia sociale" e invece insiste nel dissanguarmi un po' alla volta contrastando il mio "egoismo" per ristabilire la "giustizia" giorno per giorno, anno dopo anno. Sarà la famosa Terza Via tra il bieco capitalismo imperialista ma capace di concedere agi e godimento ai singoli e il glorioso collettivismo marxista, massimamente giusto ma un po' avaro di agi e godimento. Eccoci qui a invocare la "giustizia" a carico di altri per il nostro proprio godimento. Viva l'Italia.

Nota a margine: mi domando quando finalmente cesserà di esistere l'Italia Nazione/Stato e confluiremo gioiosamente nella "Unione Europea" del "meticciato, popolo unico, sangue integrato" di Scalfari, a chi pagheremo le imposte? Allo Stato italiano ridotto ad amministrazione locale, un po' come le imposte comunali oppure le pagheremo alla U.E.? E le pensioni, chi le pagherà, lo Stato italiano indebitato all'inverosimile o la U.E. facendo "cassa comune" tra tutti? E che pensioni pagherà la U.E., quelle decise da Gentiloni o quelle decise da altri? I famosi "diritti" saranno acquisiti o saranno retroattivamente riconsiderati?

domenica, ottobre 29, 2017

Il mondo visto dalla formica

Come forse il lettore saprà, io non possiedo automobili, ho una vecchia motoretta, una bici e le scarpe. Cammino parecchio per necessità e perché mi piace, vado in bicicletta e raramente in motoretta. Di conseguenza "vivo" la città con una modalità che ormai sembra sconosciuta alla maggior parte delle persone, ovvero a passo d'uomo, ad altezza d'uomo, a misura d'uomo.

Le persone sono condizionate dai loro impegni, si alzano alla mattina e devono correre di qua e di la. Lo fanno in automobile e la conseguenza è che la città è fatta di due elementi fondamentali, gli spazi chiusi negli edifici dove "vivono" le persone e gli spazi aperti dove dominano le auto, i furgoni, gli autobus, insomma i veicoli a motore, le macchine. Tanto che sono parecchi anni che i nuovi palazzi non hanno più i vani per i negozi al piano terra e in compenso hanno quanti più box possibile ai piani interrati, l'esatto contrario di quello che si faceva quando ero bambino. Il risultato è ugualmente deprimente, i nuovi insediamenti nascono già come bunker nel deserto dove la sera non trovi un'anima in giro, tranne quelli col cane e i quartieri del boom economico, soffocati dalle auto, coi negozi chiusi o in decadenza o popolati dai "nuovi italiani", danno quell'aria di civiltà alle battute finali.

Ripeto, non esiste più la facoltà di "vivere" gli spazi aperti e questo ha delle ricadute evidenti sia nella forma della città che nelle attività che vi si svolgono. In sostanza viviamo in un incrocio tra un deserto e una discarica, inaccessibile e invivibile, chiusi dentro bunker corazzati e climatizzati, con l'aria filtrata, come se ci fosse stata veramente la guerra atomica. Usciamo dai bunker per chiuderci dentro un carro armato e andare dentro un altro bunker, trattenendo il fiato, rintronandoci di suoni, evitando di guardare fuori il più possibile.

La cosa paradossalmente viene sottolineata dalle "oasi" come i parchetti o le piste ciclabili. I primi vengono presi d'assalto nei weekend da torme di persone che cercano di sfogarsi in modo più o meno esagerato, si va dal pazzoide vestito da astronauta che fa su e giù nei sentierini con la mountain bike alla truppa di "runners" che fanno il giretto scrutandosi l'un l'altro. Le piste ciclabili sono una presa in giro perché sono ricavate da spazi che non ci sono, con un tratto di penna su una mappa, senza curarsi della loro utilità nel collegare un posto ad un altro, senza preoccuparsi se si interrompono senza ragione. Il risultato che vengono semplicemente ignorate, righe per terra senza senso.

I peggiori però sono quelli col maledettissimo cane.
A parte l'onnipresente odore di piscio, perché durante la settimana il cane lo portano sotto casa, stamattina sono andato al parco e, sceso dalla bici per parlare con mio fratello, pur stando attento, pur rimanendo coi piedi sul sentierino, sono passato con la ruota davanti e quella dietro sopra l'inevitabile merda di cane, che doveva essere nascosta nell'erba a lato. Non una merdina, per inciso, viste le condizioni della ruota. Per cui anche il parchetto è invivibile e inaccessibile, gli stradini e i sentierini sono presidiati dai pazzoidi che sfrecciano con le mountain bike o corrono in branchi come se non ci fosse un domani, i prati sono invasi dai cani che, quando non si azzuffano, cacano e pisciano sotto lo sguardo compiaciuto dei loro "pseudo-genitori".

Questo pensavo tempo fa quando l'assessore e il sindaco (la sindaca) mi raccontavano del milioncino che spenderanno per allungare la "pista ciclabile" che verra usata come posteggio e finirà contro un muro o ad un incrocio, per rifare il giardinetto tra la scuola e casa mia e per fare contenti i "commercianti" taglieranno dei cespugli che nessuno cura e pulisce. Non sapete di cosa state parlando, i "nuovi italiani" sopra le biciclette rubate e i vecchietti, che mi dicono comprano le biciclette dai "nuovi italiani", vanno sul marciapiede. I giardinetti saranno coperti di merda e piscio di cane, i bambini non ci entreranno mai perché è pericoloso uscire di casa. I negozi chiudono perché la clientela passa in macchina e non si ferma, nemmeno li vede, i negozi, ormai la roba la compri via Internet oppure andando in macchina al mega-centro-commerciale, corazzato, climatizzato, filtrato, col mega-parcheggio.

Infine, mi è capitato di dovere andare a piedi dal paese X al paese Y per un totale di sei o sette chilometri. Appena si esce dall'abitato finiscono i marciapiedi. Non è contemplata l'idea che qualcuno possa camminare da qui a li. Se volesse usare la bicicletta, tocca mescolarsi con il traffico, i cui guidatori non concepiscono che qualcuno possa usare la bicicletta per andare da qui a li. Ci sono anche dei tratti di strada che, pur essendo strada urbana, nei fatti funziona come una superstrada o una tangenziale, con tanto di rampe di accesso e uscita. Strade che sono impossibili da attraversare e che percorrere a piedi o in bicicletta significa rischiare la pelle. Dove sono i centri commerciali? Esattamente li, a lato di quelle stradone, quindi nemmeno la spesa puoi andare a fare a piedi o in bicicletta, nonostante le suddette piste ciclabili che nascono nel nulla e muoiono inaspettatamente e i ridicolissimi ponti d'acciaio sospesi sul deserto della periferia.

giovedì, ottobre 26, 2017

Dopo il signor Scalfari, ecco un'altra rivelazione

Emigrare è un atto politico.
L'ospitalità e il rispetto dei diritti umani impongono di ridiscutere la centralità dello Stato.
Cosa ci dice la "rivelazione"? Che la immigrazione è studiata a tavolino come arma avente lo scopo di obbligare gli Europei a "ridiscutere" l'esistenza degli Stati-Nazione e "ridiscutere" la sovranità dei Popoli sulla propria terra. Cosa che avviene a due livelli, a livello istituzionale tramite lo svuotamento delle istituzioni politiche nazionali e a livello etnico tramite il "meticciato" agognato dal signor Scalfari.

Tutto questo è stato preparato da cinquant'anni di lavaggio del cervello. Cito un commento che leggevo ieri e che si riferiva alla "ecologia", altro tema che appassiona:
... dobbiamo entrare in un mondo in cui l’essere umano non è al centro, e in cui non esistono il giusto e lo sbagliato ...

mercoledì, ottobre 25, 2017

Bufera sul sussidiario

Bufera su un sussidiario delle elementari: i profughi sono clandestini e minacciano il benessere degli italiani.

Prego mettere insieme l'articolo di cui sopra con quello del post precedente. A riprova ennesima che il PD è il partito che raccoglie tutti i pazzi e i dementi d'Italia, gente che non è capace di percepire e considerare i paradossi. Dicevo tempo fa che siamo molto oltre il punto di non ritorno, servono altre parole?

lunedì, ottobre 23, 2017

Barzelletta del giorno

L’imbarcazione «Vos Hestia» perquisita dalle forze dell’ordine. La nave è stata impegnata in numerose operazioni di salvataggio in mare di migranti. La procura di Trapani ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La nave è finanziata dalla ONG Save the Children.

sabato, ottobre 21, 2017

Computerino per persone col braccino

Scrissi in passato a proposito dell'acquisto di uno dei pochi computer sul mercato con sopra Linux invece dell'onnipresente Windows al prezzo di 250 euro per rimpiazzare un altro computer acquistato nel 2004. Trattasi nello specifico di un Dell Inspiron 15 3552. Sono qui con l'ennesima iterazione di Ubuntu Mate. La cosa bella è che tanta gente butta via dei computer che si potrebbero rivitalizzare semplicemente sostituendo il software e ne compra di nuovi tutti impestati di robaccia, tra "utility" e cose imposte dalle mode effimere come la convergenza tra PC e tavolette e furbofoni e gli strampalati "assistenti" tipo Siri, che come diceva una mia conoscenza, "sono il futuro". Vabè, ne ho già scritto in lungo e in largo.


Edit: a chi interessa, l'immagine che vedete si ottiene installando il tema "arc" e le icone "faenza", cancellando il pannello inferiore di Mate e spostando in basso quello superiore, aggiungendo qualche "lanciatore" e l'elenco finestre. Il background è una immagine a caso presa da Internet.

Una cosa però voglio ricordarvi: usando una distribuzione Linux non solo ottenete il sistema operativo ma anche tutti i programmi. Certo, per un uso professionale a volte servono certi strumenti e non altri ma per l'uso amatoriale o anche per un uso professionale che non ha specifiche restrizioni, non ha senso ne spendere soldi in licenze ne, sopratutto, usare software "illegali".

In generale un sistema Linux, per via di come sono separati gli "utenti" e perché tutto il software viene dallo stesso "repository", da anche molti meno grattacapi dal punto di vista della "sicurezza". Per esempio il Sistema Operativo, i Driver, il programma "Office" vengono scaricati ed installati prelevandoli dallo stesso luogo e usando lo stesso strumento con cui potete installare questo programma di modellazione per gli interni o questo programma per editare le immagini in formato RAW. Pensateci se e quando vi trovate a valutare l'acquisto di un aggeggio elettronico o la rottamazione di un altro.

lunedì, ottobre 16, 2017

Pasturo - Piani di Nava - San Calimero

Escursione relativamente facile ma abbastanza lunga. Da Pasturo si sale con una carrozzabile un po' ripida verso i Piani di Nava, ovvero una valle attraversata dalla carrozzabile con alcune case, alla cui estremità si trova il "rifugio" Riva, che è molto in basso e nasce se non sbaglio come casera. Ci si potrebbe accontentare e fermarsi li dopo un'ora circa di cammino, oppure si può proseguire. Abbiamo scelto di salire alla chiesa di San Calimero, le cui origini pare risalgano alla metà del Trecento. La carrozzabile prosegue per due terzi del percorso poi c'è un sentiero via via più stretto ma sempre facile si arriva dopo un'altra oretta e mezza di salita. Notare che non c'è riparo dal sole arrivati alla Chiesa, che potrebbe essere un problema in estate. Quota 1495.

Foto di Giuseppe (che è quello con la maglia azzurra e la barba incolta), scattate col furbofono.















Stavolta abbiamo anche:
Video girato da Giuseppe col furbofono
(nel quale non mi scaccolo)

martedì, ottobre 10, 2017

Altra gita ai Piani di Artavaggio

Rieccoci, ai primi di Luglio salimmo con Giuseppe ai Piani di Artavaggio.

Ci siamo tornati questo sabato ottobrino, io in maniche corte e Giuseppe col triplo strato. Gita raccomandata a grandi e piccini, c'è una strada in leggera pendenza da Passo Culmine (ma parcheggio inesistente) o la funivia che parte da Moggio. Differenza di colori tra le stagioni. Anche questa volta ringrazio Giuseppe per tutte le foto, tanto più che stavolta si è tirato dietro la reflex.











Nota a margine: nel rifugio dove abbiamo pranzato ai tavoli servivano due signorine rumene, una delle due era vestita da "cowgirl" mentre lo stereo passava musica country senza soluzione di continuità.

lunedì, ottobre 09, 2017

Qualcuno qui è eretico

Il rosario alla frontiera.
[...] messaggeri di odio. La chiesa polacca conferma così di essere in rotta con papa Francesco, censurato ogni giorno dai media cattolici integralisti

I santi patroni implorano la Vergine e San Pietro
in rappresentanza delle Nazioni della Lega Santa
durante la battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571

Il Papa: “Accogliamo gli immigrati a braccia aperteˮ
Nota di colore a proposito del concetto di "accogliamo a braccia aperte": giorni fa il mio sindaco, erede della "sinistra storica" cittadina, dopo avere fatto il doveroso preambolo "lungi da me ogni idea di razzismo", diceva che con sua sorpresa (ma dove vivi?) il Comune ha le case di livello qualitativo più basso di tutta la Provincia. Che bisogna costruire nuovi insediamenti di alta qualità (vedi post sul mega-centro commerciale e prolungamento linea metropolitana) per attirare cittadini con un reddito medio-alto, altrimenti il Comune finirà per attirare solo le persone più svantaggiate, tradotto, diventerà (tornerà ad essere) un ghetto di immigrati.

Alla natura della periferia di Milano che proprio quando sperava di "riqualificarsi" sostituisce gli immigrati del Sud Italia con gli stranieri, aggiungerei lo spettacolo del circo:
Parco Nord. A poche settimane dallo stupro di un'ottantunenne, sono stati arrestati per atti osceni in luogo pubblico due richiedenti asilo bengalesi di 20 e 28 anni sorpresi a masturbarsi a pochi metri dalle aree giochi per bambini
Non facciamo favoritismi.
Lungo il perimetro del Parco, nel Comune di Bresso, si trova un "centro di accoglienza" della Croce Rossa, gentile regalo del Prefetto.

venerdì, ottobre 06, 2017

Quando pensavi di averle viste tutte, fine del mondo

Il Super Hub

Cambia il confine tra Monza e Milano

Necessario per realizzare i parcheggi

Prego notare che qui non si tiene conto dei nuovi insediamenti residenziali e ipotetici servizi che sorgeranno lungo l'asse del prolungamento della metropolitana.

Che bello.
Se volete, fatevi un giro attorno all'attuale centro commerciale (chiuso). Dovete andare nella direzione opposta a quella caricata da StreetView e ci passate di fianco. Comunque sono bei posti anche se andate avanti, periferia meridionale di Monza.

martedì, ottobre 03, 2017

Tutto a tutti il ritornello

Alla voce ISTITUZIONI

Forse non tutti in Italia ricordano l'articolo 10 della nostra Costituzione, quello che sancisce un diritto universale, il diritto d'asilo allo straniero al quale, nel suo paese, sia impedito l'esercizio della libertà. E allora non solo chi fugge dalla guerra, ma anche chi scappa dalla povertà, dalla fame, dalla violenza ha diritto d'asilo.

[...] il presidente del Senato Piero Grasso ha dato il via alla marcia verso la Porta d'Europa, il monumento all'immigrazione che - ha detto ancora Grasso - deve essere considerato come l'inizio e non la fine dell'Europa".
Migranti, Grasso a Lampedusa.

Alla voce INFORMAZIONE

La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.
Eugenio Scalfari su L'Espresso.

Alla voce RELIGIONE

Accettando l'altro non gli facciamo un favore: aiutiamo noi stessi; evitiamo di diventare maschere e di immedesimarci sempre più in un'identità immaginata che dovrebbe proteggerci dalle nostre insicurezze interiori, un'identità statica e sterile che ci impedisce di crescere come persone umane e come società.

C’è chi da noi crede di poter fermare con le leggi questa ondata di vita che viene ad abbracciarci. Fortunatamente sono degli illusi. La legge non cambia la storia; anzi, quasi sempre la legge è costretta a seguirla, soprattutto quando si tratta di eventi epocali come le migrazioni oggi in atto.
Famiglia Cristiana, La Porta di Lampedusa.


Alla voce INDIPENDENTI



Tranquilli, è tutto inevitabile, spontaneo, libero e felice. Trombette e tamburi. Danze tribali. Non c'è niente di pianificato, organizzato, finanziato, gestito, imposto, forzato.

Del resto, come vedete sopra non ci sono i nomi e le prove.
Però io ho trovato un video divertente. Si fa per dire.

Intanto, nella Italia che tira a campare, è tutto un crescere come persone e come società e ricomprare biciclette.

domenica, ottobre 01, 2017

Abitudine, quotidianità, indifferenza


Un uomo è stato ucciso [... *leggi sotto ...] dopo aver attaccato e ucciso due passanti con un coltello. È successo alle 13.45 circa di domenica. Secondo alcuni testimoni l’uomo ha urlato «Allah u Akbar», il grido usato dai jihadisti. Le due vittime [...] sono due ragazze: una di 20 e una di 17 anni. Una è stata colpita al collo, l'altra al torace. Il killer, un uomo nordafricano di circa 25-30 anni, è stato abbattuto dai soldati di guardia.
La prima cosa che pensa uno che legge questa notizia è che si tratti di una colonia israeliana in Palestina.

Invece no. Mentre la "sinistra" europea farnetica di "accoglienza" e "cittadinanza", di "nessun confine", di "nessuno è straniero", più tutta la propaganda sulla "parità di genere" da attuare in ogni aspetto del vivere, compresa la storpiatura della lingua per adattarla al Mondo Nuovo, le elite apolidi e mondialiste ci hanno portato la guerra sulla porta di casa, infatti:

*nella stazione Saint-Charles a Marsiglia.
Edito e cito:
Il killer di Marsiglia viveva ad Aprilia, la moglie è italiana.
Qui mi ricollego al post precedente in cui si cita uno psichedelico signor Fubini che canta sul Corriere le lodi dello stra-miliardario Soros, lamentandosi che le sue iniziative per "convincere gli europei ad accogliere i rifugiati in arrivo e a distribuirli in tutti i Paesi dell’Unione" non siano accolte da tutti con entusiasmo e incontrino qualche sparuta resistenza.

L'ho scritto tante volte, per non riuscire ad unire i puntini oppure unirli e vedere un disegno completamente differente, bisogna essere proprio scemi, dementi. Gli Italiani "di sinistra", espressione che ad oggi include anche quelli che si ispirano la Papa, sono dei dementi e masochisti. Gente che considera eventi come quello descritto sopra alla stessa stregua di un incidente stradale, come potete leggere in questo mio post del Giugno scorso. Ripeto sempre, esiste una regia, esiste un Piano, risorse smisurate per metterlo in atto e legioni di esecutori prezzolati.

venerdì, settembre 29, 2017

Lode di Soros, il filantropo perseguitato

Soros nemico pubblico in Ungheria La caccia alle streghe di Orbán.
Non importa che nessun piano del genere sia mai esistito e Soros non abbia mai detto niente che potesse indurre gli ungheresi a sospettarlo. L’uomo che oggi figura al 29esimo posto della lista dei più ricchi al mondo secondo Forbes, dopo aver donato almeno otto miliardi di dollari per sostenere la transizione verso la democrazia e i diritti umani in un gran numero di Paesi, ha fatto qualcosa di diverso: da anni cerca di convincere gli europei ad accogliere i rifugiati in arrivo e a distribuirli in tutti i Paesi dell’Unione.
Certe persone, come il signor Fubini che scrive questo articolo, pare non abbiano la minima percezione della auto-ironia involontaria. Più si fanno seri, più ottengono l'effetto comico. Comico fino ad un certo punto, perché quando si va a guardare la biografia del signor Fubini, i tasselli vanno ognuno al suo posto, nel solito quadro mostruoso del Mondo Nuovo.