venerdì, novembre 18, 2016

I bambini di Haiti

Stamattina mi sono recato in farmacia e al momento di pagare, prezzo pieno, ne ticket ne esenzione, la farmacista mi fa: "stiamo raccogliendo farmaci di mandare ai bambini di Haiti, se volesse fare una donazione..."

Gli ho risposto la verità, che non avevo soldi in tasca, a malapena potevo pagare le medicine acquistate per me. Ma gli avrei dovuto ricordare questo:
Quanto costa davvero l’accoglienza dei migranti?
L’ultima stima complessiva è contenuta nella lettera indirizzata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ai commissari Ue: ben 3,3 miliardi di euro solo quest’anno. A pesare di più sono le lunghe permanenze nei centri e le strutture temporanee: alberghi, camping e ostelli, che oggi ospitano ben 133.727 migranti
Fonte: repubblica.it

* Quanti bambini di Haiti si curano con 3 miliardi di euro ogni anno?
* Per quale ragione spendiamo 3 miliardi di euro all'anno per ospitare, senza nessun obbligo, giovanotti grandi e grossi in alberghi, camping e ostelli invece di assistere i bambini o i vecchi, in patria e altrove?
* Siamo consapevoli che ci sono molti Italiani che non hanno accesso alle cure mediche e se non bastasse, molti bambini italiani che vivono in povertà, cioè con poco da mangiare, casa senza riscaldamento, eccetera?

Siccome il danno non è sufficiente, bisogna aggiungere la beffa:
Il sindaco sposa l'idea di trasferire a Musocco l'imbarcazione sulla quale nel 2015, al largo di Tripoli, morirono 700 profughi (ripescata dalle profondità a spese dello Stato italiano, ndr). "Servirà anche un supporto digitale per avvicinare i giovani. Spero che le scuole decidano di visitare il museo"
[...]
Ecco e la questione soldi?
"Tra tutti quanti, li troveremo. Non sembrano, sulla carta cifre proibitive. C'è un viaggio da Augusta a Milano e poi i lavori da ultimare a Milano, al cimitero. Inoltre, non stiamo parlando di politica dei partiti, ma di cultura, di scienza, di questioni internazionali e di come, dicevo, fare anche in modo che i nostri cimiteri siano sempre più aperti al mondo. E alle parole e alle storie del mondo".
Fonte: repubblica.it

Se volesse fare una donazione per i bimbi di Haiti, dice la farmacista.
Si dice che chi è causa del suo male deve piangere se stesso. Per potere piangere se stesso deve prima capire che esiste un male e di esserne la causa. Gli Italiani però non capiscono una minchia biquadrata, quindi ridono.


Viva il Caro Leader dei Minchioni
"Non accettiamo che con i nostri soldi
all'Unione Europea si alzino i muri"
Fonte: repubblica.it

venerdì, novembre 11, 2016

Io accuso

Premessa, ometto nomi, date e coordinate topografiche ma se me le chiedete non ho nessun problema a fornire i dettagli.

I fatti.
Una persona si reca presso lo studio di un oculista e gli vengono diagnosticate un paio di malattie gravi degli occhi. Da li viene indirizzato al reparto di oculistica dell'ospedale della sua città. Per un paio d'anni viene sottoposto a controlli presso l'ospedale e ad un certo punto si rende necessario un intervento chirurgico ad un occhio, pendente l'intervento all'altro occhio.

Improvvisamente si verifica una situazione kafkiana.
Dopo i controlli post operatori, che si limitano a verificare che l'operazione sia stata tecnicamente ben eseguita, l'ospedale estromette il paziente, nel senso che non si prevede nessun ulteriore visita. Gli viene detto di tornare dal medico di base e farsi fare l'impegnativa con la dicitura "PRIMA VISITA". Il poveretto si reca dal medico di base il quale dichiara di non potere apporre quella dicitura sulla impegnativa in quanto si tratterebbe di un ovvio falso in atto pubblico, stante il faldone degli esami e visite già eseguite nello stesso luogo per le medesime ragioni. Allora il paziente torna all'ospedale e chiede cosa deve fare.

La risposta perviene con la formula magica: "qui le liste per la prenotazione delle visite "di controllo" sono chiuse fino al 2018, si rivolga pure ad altri".

Prego notare che:
1. il paziente è stato in cura presso la struttura per anni, quindi in archivio hanno uno storico. Le precedenti visite sono state prenotate tramite liste interne, senza impegnativa del medico di base.
2. le malattie sono note e croniche, rimane pendente un intervento chirurgico da programmare e la gestione degli esiti del precedente intervento già effettuato.
3. per quale ragione l'ospedale consente la prenotazione solo tramite impegnativa con la dicitura "PRIMA VISITA", contro ogni logica di efficienza e contro l'interesse dei pazienti? Evidentemente esiste una logica contabile/amministrativa/burocratica per cui usando questo escamotage sulla carta risultano completati determinati "obbiettivi" di efficienza e produttività.
4. mentre tutto questo si svolge davanti a tutti, alla luce del sole, la cosa più irritante è il tono paternalistico con cui l'amministrazione e i medici fingono che sia tutto normale.
5. nello stesso momento ci sono persone che fanno tutte "prime visite" in regime di esenzione, cioè senza pagare una lira, mentre il protagonista della storia non può fare altro che rivolgersi ad uno studio privato, pagando e comunque gli toccherebbe il ticket.

La persona in oggetto, uscendo dall'ospedale chiede se esiste un ufficio reclami. No, esiste un ufficio relazioni con pubblico. Chiuso. Tornato in altro momento trova dentro una stanzetta un anziano disabile che dice "può mandare una email a questo indirizzo".

giovedì, novembre 10, 2016

L'Italia e gli Italiani mi fanno schifo

Contrariamene alla tradizione per cui ci si dice schifati per "la pancia del paese", ovvero i bassi istinti gretti e meschini degli Italiani in confronto agli ideali "umanitari" del cattocomunismo, io dichiaro di essere schifato dal fatto che gli Italiani sono cialtroni e accettano come se fosse normale di vivere in un mondo di cialtroni, dove in sostanza niente è come sembra, niente funziona come dovrebbe funzionare.

Lo ripeto, la Sanità è allo sfascio. Io non auguro a nessuno di andarlo a sperimentare di persona.

Vivo vicino Milano, sulla carta ci dovrebbe essere la "eccellenza" della Sanità lombarda, tutti sistemi informatici integrati per erogare i servizi e bla bla. La realtà è completamente diversa, solo riuscire ad ottenere un appuntamento per una visita presso un ospedale è una impresa. Anche quando siete pazienti cronici già in cura presso il medesimo ospedale. Inconcepibile. E non so dire della incidenza statistica di errori nella pratica medica, visto il modo in cui vengono trattati i pazienti che riescono ad accedere alle cure, cioè come dei mendicanti fastidiosi. Non le funziona più una gamba? Suvvia, signor Rossi, di cosa si lamenta poi, ne ha due, la risolviamo con due stampelle, ecco, come nuovo, arrivederci.

Con chi me la prendo?
Con tutti, abbiamo tutti la nostra parte di colpa se l'Italia fa schifo. Inevitabilmente me la prendo sopratutto con chi ha messo in piedi la fandonia dei "diritti", vedi "diritto alla salute", che in sostanza significa che tutti hanno uguale diritto a niente. Poi se vuoi curarti sul serio devi peregrinare in portinerie di palazzi anonimi dove i medici ti visitano "privatamente", cioè fuori dalla "eccellenza della Sanità", oppure per enigmatiche cliniche "Villa Fiorita". E l'unico modo per sapere che campanello suonare è il passaparola, il cugino Luigi ti dice che la zia Peppina quando ha avuto l'unghia incarnita è andata dal professor Piripicchio a Pincopallopoli.

Poi me la prendo con chi lavora nella Sanità pubblica, dal Ministro della Salute a scendere fino all'ultimo impiegato delle casse e sopratutto con la casta dei medici, i quali, oltre a sviluppare il cinismo tipico della professione per cui i pazienti sono qualcosa tra il postulante inopportuno e la materia inanimata, sviluppano anche una assoluta indifferenza verso l'ipocrisia e i paradossi del sistema normativo/burocratico all'interno del quale lavorano. E caspita, sarà mica colpa degli insegnanti se i ragazzi non sanno leggere e scrivere, no no, è il sistema. Allo stesso modo, sarà mica colpa dei medici se le persone non hanno accesso alle cure o vengono storpiati, è colpa del sistema. In entrambi i casi, si risolve rivolgendosi alle "strutture private" e quindi alla fine è colpa tua, pezzente e ignavo, se tuo figlio non sa leggere e se sei malato e non ti curi, oppure ti curi da pezzente e ne esci storpio.

Tutto questo mentre il Presidente del Consiglio si vanta di quanto siamo fighi in Italia con le nostre "eccellenze", ovviamente lui manderà i figli alle scuole private, all'estero appena possibile e altrettanto ovviamente, quando gli servirà, non metterà piede in un ospedale del S.S.N.

Mi guardo attorno e tutti felici e contenti.

venerdì, ottobre 14, 2016

Combattere l'egoismo

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - "L'Europa deve cambiare l'approccio nella lotta allo spreco alimentare come sull'immigrazione. In Ue prevalgono gli egoismi nazionali ma l'Europa è nata per abbattere muri non alzarli. Per questo proporrò che quel barcone recuperato nel 2015 sia messo davanti alla sede delle istituzioni europee, mi piacerebbe che lì davanti ci fosse quel relitto che ci ricorda come combattere l'egoismo". Così Matteo Renzi intervenendo alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione alla Fao, a Roma.
Meno male che c'è ANSA a darmi queste imperdibili notizie. Meno male che c'è Sua Eccellenza che ha offre al mondo queste idee sensazionali su come risolvere il problema della fame.

Ormai vedo e sento cose cosi assurde, paradossali, che non riesco a credere che accadano veramente.

Tra l'altro la cosa triste è che si tratta di un caso di plagio. Come potete leggere qui.

Fosse per me, davanti alla "sede delle autorità europee" ci metterei delle grandi fotografie prese nelle strade delle periferie delle capitali europee. A documentare i brillanti successi ottenuti fino ad oggi nel combattere l'egoismo. Oppure farei un monumento alle vittime delle stragi, persone svanite senza lasciare traccia perché l'unica cosa che bisogna ricordare è di combattere l'egoismo.

giovedì, ottobre 13, 2016

Assistente Digitale


Ho avuto una epifania leggendo questo articolo.
Quando Google è stata fondata, erano circa 300 milioni le persone che utilizzavano Internet. La maggior parte di loro stava seduta davanti a un pc in cerca di risposte, che si presentavano sotto forma di link blu. Oggi, ci sono circa 3 miliardi di persone connesse a Internet che cercano informazioni e aiuto di ogni tipo e ovunque si trovino: in auto o in aula, da casa o dal telefono che hanno in tasca. Indipendentemente dal contesto e dal dispositivo, le domande che possono essere poste sono ancora di più e noi possiamo fare di più per aiutarvi a ottenere le risposte che state cercando.
Per prima cosa, notate che nell'articolo le "persone connesse" non usano i dispositivi per produrre contenuti ed Internet per condividere contenuti con altri, sono attaccati ai loro dispositivi elettronici per domandare, farsi dare le direttive, per farsi "aiutare". Concetto drammaticamente inquietante.

Comunque, la conclusione è che la storia della "intelligenza artificiale" è sostanzialmente una balla. Lo "assistente digitale" altro non è che un ulteriore passo verso la semplificazione della INTERFACCIA con cui l'utente utilizza i vari gadget elettronici. Semplificazione che si rende necessaria a fronte delle limitazioni fisiche dei gadget tascabili o portatili e la limitazione culturale dell'utente che li adopera. L'assistente digitale sostituisce ove possibile la interfaccia "touchscreen" e consiste banalmente in una interfaccia vocale assistita, cioè non attende passivamente che l'utente pronunci a voce i comandi previsti ma, tramite un meccanismo di "apprendimento", gli propone di sua iniziativa dei contenuti o delle azioni, correggendo automaticamente le inevitabili imprecisioni e ambiguità del linguaggio parlato.

La interfaccia vocale è la risposta al paradosso della sofisticazione sempre maggiore dell'elettronica e del software che va sprecata per la incomprimibilità dei limiti di cui sopra, non si può infilare più di tante cose in uno spazio piccolo e non si può chiedere ad un utente di imparare comandi e convenzioni se non ha intenzione o capacità di farlo. Le persone imparano a parlare a due o tre anni, anche il più scemo ed ignorante sa parlare. Inoltre, eliminando il più possibile la necessità di manipolare fisicamente il dispositivo per inserire comandi o contenuti, tolgo di mezzo bottoni, tastiere, menu, la interfaccia grafica. Mi serve solo lo spazio per presentare le cose che l'utente deve o vuole fruire, testo, immagini, video, tutto il resto idealmente si può fare con l'interfaccia vocale.

Esempio, accendo lo scemofono, la vocina mi dice "ciao Mario, cosa vuoi fare?", io rispondo "ci sono messaggi per me?" e la vocina dice "sono arrivate cinque email, due sms e sette messaggi di PincoChat, li vuoi leggere?. Io gli dico "non adesso, più tardi, fammi vedere le ultime notizie" e l'aggeggio apre il sito di notizie che visito più di frequente. Come si vede io non devo toccare lo scemofono. Se poi volessi scrivere una email, si tratterebbe di "semplice" dettatura. Se volessi inviare una fotografia ad un certo servizio mi basterebbe dire "invia la foto di Luigi a PincoFoto", non devo sapere niente del file, dell'estensione, della directory, delle impostazioni del server, dei dati del mio account.

Le conseguenze nefaste di questa evoluzione sono di due ordini:
1. l'utente abdica completamente rispetto alla conoscenza e al controllo del dispositivo che usa. Diventa ancora più evidente la separazione tra il concetto di "possedere" uno strumento e di "usare" uno strumento, da cui l'elettronica diventa qualcosa che potrebbe essere anche data in uso gratuitamente, con la condizione implicita che non sia in alcun modo modificabile, a fronte dell'abbonamento ai servizi. Senza l'interfaccia vocale l'aggeggio diventa un mattone inutilizzabile. L'utente non ha alcun modo di sapere cosa faccia effettivamente il software che lo "aiuta" e lo "assiste" e non ha alcun controllo sui contenuti in entrata e in uscita, anche perché diventa impercettibile la differenza tra "locale" e "remoto".
2. uno strumento cosi concepito, a parte l'ovvia considerazione che fa solo le cose che sono consentite dal rivenditore e dal fornitore dei servizi, è in grado di tracciare l'utente in ogni momento, qualsiasi cosa faccia o non faccia. Non solo, dato che la premessa è che il dispositivo esiste per "assistere", "aiutare", quindi educare, formare, dirigere, comandare, diventa da "terminale di servizi" che era già abbastanza brutto, perfetto strumento di controllo del pensiero e della vita delle persone.

Altro che "intelligenza artificiale", casomai "scemenza artificiale".
Avanti cosi.

sabato, ottobre 08, 2016

Notiziucole

Se vi fosse sfuggito in mezzo al rutilante gossip di cui sono infarciti i giornali, il Sole24Ore e aziende collegate, controllate da Confindustria, sono sull'orlo del fallimento. Pare abbiano un passivo di 50 milioni di euro.

Nella migliore tradizione della imprenditoria italiana. E, sempre nella migliore tradizione, questo fallimento presumibilmente si tradurrà in un altro po' di "crediti inesigibili" per il sistema delle Banche che finanzia l'imprenditoria italiana (vedi il caso MPS - Debenedetti - Sorgenia), quindi alla fine sarà scaricato sugli Italiani. Infatti:
I rappresentanti di Confindustria hanno fatto sapere che ci sarà un aumento di capitale per salvare il gruppo, al quale potrebbero partecipare anche le banche creditrici che così entrerebbero nella sua proprietà.
Un minuto fa ascoltavo proprio Radio24, un programma chiamato "Fabbrica 2.4" (non ridete). Il conduttore stava presentando dei "professori" (todos caballeros) che lodavano l'intervento del Governo tramite il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda (leggere la biografia) in favore delle imprese con un fantomatico Piano, infatti in uno degli appuntamenti del "roadshow" in Veneto il Caro Leader dichiarava:
Punto fondamentale del piano Industria 4.0 e' che noi politici mettiamo in campo delle regole, poche e chiare, e poi lasciamo alle imprese la possibilità di giocarsela". Lo ha detto Matteo Renzi a Verona illustrando alla platea degli industriali veneti le opportunità del piano nazionale 'Industria 4.0', è invitando le imprese a mettersi in gioco. "Se l'Italia fa la sua parte - ha proseguito - concluso - è in grado di essere competitiva nel mondo. Certo bisogna fare fatica, bisogna prendersi qualche rischio". "Ma chi di voi - ha concluso, rivolto agli imprenditori - avrebbe fatto quello che ha fatto se non avesse avuto il coraggio di prendersi qualche rischio?". (ANSA).
Voi, poco avvezzi ai professori, vi chiederete "ma cosa minchia sarebbe il Piano Nazionale Industria 4.0?".
Eccovi il documento.
Un bella presentazione di quelle che si vedono ai meeting aziendali, infarcito di neologismi, grafici e numeri a caso. Siete ottimisti adesso, dopo avere visto che popo di cervelli lavorano per noi? Dai, è solo un caso che io l'abbia sentito incensare da una Radio fallita di proprietà di Confindustria, il posto dove il Ministro è stato "assistente del presidente e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali". Un po' di Montezemolo e un po' di PD.

venerdì, settembre 30, 2016

Cyberbullismo o cybercretinismo?

Prego leggere questa pagina di Repubblica:
"Se non ti mostri sei uno sfigato": a 16 anni costretto al sexting

E' tutto sbagliato. Non c'è scritta una singola parola giusta. A partire dal titolo.

I genitori teste vuote mettono in mano al figlio testina uno scemofono collegato ad Internet (ma sicuramente avrà anche almeno un PC a casa). Questo è un fatto attorno al quale continuiamo a girare facendo finta di non capire. Internet consiste in una serie di "regole" per collegare tra di loro dispositivi qualsiasi. Nel "qualsiasi" è implicito il concetto che Internet contenga tutto il Bene ma anche tutto il Male possibile e immaginabile, senza restrizioni. Ergo, i genitori teste vuote mettono il figlio testina a contatto DIRETTO con tutto il Bene e tutto il Male concepibili. Una volta esistevano dei contenuti "vietati ai minori". L'idea era che un ragazzo non avesse gli strumenti per elaborare certi contenuti ed andasse da questi protetto. Oggigiorno non solo si mettono i ragazzi in contatto con contenuti che non riescono ad elaborare ma questi contenuti sono letteralmente il Bene e il Male assoluti, non una tetta nuda.

Seconda parte, gli strumenti. Lo scemofono è concepito apposta per consentire la fruizione dei contenuti e per contribuire contenuti analoghi. Ergo, non solo il minorenne viene esposto al Bene e al Male senza restrizioni, possiede anche gli strumenti per produrre a sua volta, per emulazione, il Bene e il Male. Tornando a sopra, i contenuti che una volta erano "vietati ai minori" discendevano lungo un certo percorso che aveva un punto di partenza, tappe intermedie e un punto di arrivo. Oggi è tutto nello stesso posto e nello stesso istante, tutto orizzontale. Chi accede ai contenuti è anche la persona che li produce e li pubblica. Per cui, non incarna solo la figura dello "destinatario" più o meno consapevole ma anche quella del "fabbricante" e del "distributore" di questi contenuti.

Terza parte, quella che dovrebbero capire anche i genitori teste vuote. I ragazzi da sempre vivono dentro "gruppi" di loro coetanei e devono imparare a gestire l'impulso a cercare l'approvazione degli altri in rapporto alla necessità di pensare, decidere ed agire con la propria testa, ancora, avendo presente il concetto di Bene e di Male. Una volta esistevano le "cattive compagnie", tipo Lucignolo per Pinocchio. Ora attenzione, notare la differenza. Lucignolo "seduce" Pinocchio con la promessa di emozioni, avventure, indipendenza. Pinocchio non "si sente escluso". L'esclusione denuncia un meccanismo molto più basso ed elementare della fascinazione che da sempre i giovano provano per i comportamenti "fuori dalle regole". E' solo e soltanto la necessità di conformismo a priori, a prescindere, senza possibilità di discriminare un "cosa", un "come", un "quando" o un "perché". Che tipo di persona è uno che non può sopportare la "esclusione", a qualsiasi costo? Cosa è capace di fare?

Non posso dire che i genitori sono "responsabili". Infatti per essere "responsabili" davvero dovrebbero mettere loro stessi e i loro figli FUORI dal "contesto sociale" che produce i fenomeni a cui stiamo assistendo, a partire dagli articoli di Repubblica. I genitori sono condizionati ad uniformarsi a certe idee, pensare e fare certe cose e i figli sono al pari condizionati. Tra l'altro, genitori e figli accedono agli stessi servizi, agli stessi contenuti e si comportano nello stesso modo. Non solo riguardo la banalità di foto e video di argomento "sessuale" ma per ogni cosa, basti pensare al medico che si fotografa in sala operatoria o al fatto che gli insegnanti comunicano coi genitori sulla stessa piattaforma dove i figli fanno "sexting". Questo è l'ultimo e il problema finale: non esiste più differenza tra genitori e figli, tra adulti e adolescenti.